Patrizio Cacciari

Quasi 44 mila spettatori sugli spalti dello stadio Olimpico per la semifinale di ritorno di Coppa Italia, che ha visto di fronte Roma e Lazio per la terza volta in questa stagione. Alla Roma non è bastata la vittoria per 3-2. Forte del 2-0 dell’andata, la Lazio è in finale di Tim Cup 2017. Semifinale di ritorno, dunque, proprio perché di ritorno si è trattato, anche a livello di tifo. Sia in casa romanista che laziale. Andiamo a vedere perché.

Dopo 19 mesi la curva sud torna all’Olimpico

L’appuntamento era alle 18.00 al Ponte della Musica, poco dopo le 19.00 è partito un corteo compatto di circa 500 persone che, tra bandiere, battimani, cori e qualche bombone, ha raggiunto l’entrata storica della curva sud passando per l’Obelisco. Dopo 19 mesi di assenza, la parte centrale del settore che coordina il tifo romanista ha deciso di tornare allo stadio. Diciannove mesi di assenza, solo per le partite in casa, in protesta contro le barriere divisorie volute dall’ex Prefetto Gabrielli, oggi capo della Polizia, rimosse a tempo di record per decisione del Ministro dello Sport Luca Lotti. La rimozione delle barriere, con richiamo alla responsabilità ai tifosi, ha indotto i gruppi ultras romanisti a tornare allo stadio. Una vittoria, secondo la sud e secondo numerose tifoserie, amiche e avversarie. Alcune di loro in questi mesi, hanno addirittura disertato la trasferta di Roma per rispetto verso la scelta dei romanisti. All’interno dello stadio nessun bombone esploso, cori d’incitamento alla squadra, prima e durante la gara, qualche applauso a fine partita nonostante la delusione per la vittoria, che non è valsa la qualificazione.

Nel cosiddetto curvino, settore che divide la sud centrale dalla Monte Mario, a inizio partita si è anche vista una coreografia vecchio stile, fatta di cartoncini gialli e rossi. Nella parte centrale, invece, tanti i bandieroni storici. Presente anche una delegazione del Gate 13, tifoseria del Panathinaikos, gemellata con i tifosi della Roma, con lo striscione Petralona esposto su una delle balaustre in basso. Un’altra presenza significativa del tifo organizzato giallorosso si trovava nel parterre della Tribuna Tevere, di solito presente in curva nord durante le gare casalinghe della Roma. Anche lì esposti numerosi bandieroni storici, ben visibili dalle riprese televisive, tra cui alcuni risalenti al periodo degli Asromaultras, gruppo che coordinò il tifo in curva sud nei primi anni 2000, dopo l’era Cucs.

curva sud curva nord derby

Il comunicato con cui la parte centrale della curva sud annunciava il ritorno.

LA SCELTA DELLA CURVA NORD
Dopo un anno di proteste, la tifoseria organizzata laziale a inizio stagione aveva deciso di abbandonare la contestazione e di rientrare allo stadio. L’obiettivo dichiarato dei leader della curva nord era quello di non disperdere il sentimento d’amore delle nuove leve verso la Lazio. La scelta non è piaciuta ai rivali romanisti che già nel derby d’andata di coppa Italia e anche in quello di campionato, attraverso social network e scritte sui muri, avevano espresso la propria delusione per il comportamento della curva nord in una battaglia considerata comune. Tuttavia la curiosità legata al derby riguarda un ritorno in grande stile di un simbolo della tifoseria biancoceleste: Mr. Enrich. Lo storico stemma degli Irriducibili, gruppo leader della nord dai primi anni 90, ha fatto bella mostra nella coreografia iniziale proposta dai laziali. Non si tratta certo di una novità clamorosa, ma dopo gli ultimi anni di contestazioni nei confronti della società, è la prima volta che si rivede la presenza del fumetto inglese in maniera così esplicita. Sembrava quasi di riassistere a una delle fantastiche coreografia ideate dagli Irriducibili verso la fine degli anni 90, che portò la nord addirittura all’interno di uno spot della Coca-Cola.

Lo striscione esposto a fine partita dalla curva nord.

Irriducibili da una parte dunque al comando della nord, e parte bassa romanista di nuovo al suo posto, anche se forse avrà bisogno di qualche partita per coordinare di nuovo al meglio tutta la curva sud, in questi mesi affidata a cori spontanei e al traino del curvino, da cui seguono la partita tifosi della vecchia generazione di curva. A Roma è tornato il derby.