Luigi Pellicone

Gigi Di Biagio, CT ad interim. Una scelta inevitabile. E poi sarà il tempo a dire se anche giusta. L’allenatore dell’Under 21 guiderà  la Nazionale azzurra, relegata al ruolo di sparring partner, contro Argentina e Inghilterra. Due test prestigiosi, che tasteranno il polso al nostro calcio, assente ingiustificato e ingiustificabile a Russia 2018. Parte già in vantaggio. Dopo Ventura, chiunque gode della simpatia popolare.

Test probanti e i precedenti non mancano.

Esordio a Manchester, dunque, in una settimana che sarà anche uno snodo fondamentale per la carriera del tecnico, chiamato a una doppia impresa. In primis, restituire credibilità a un movimento uscito a pezzi dai play-off. E poi procedere alla rifondazione. L’eliminazione da Russia 2018 anticipa, di fatto, il nuovo ciclo azzurro. Fabbricini, del resto, è stato chiaro: Di Biagio ha il dovere di riportare entusiasmo. E poi, chi sa, potrebbe anche puntare a una clamorosa riconferma. In questo senso, il caso Southgate, uno dei suoi due prossimi avversari, insegna. L’attuale Ct della Nazionale dei tre leoni, chiamato in fretta e furia dopo il burrascoso allontanamento di Sam Allardayce (reo di aver indicato alla FA come aggirare le regole sui TPO, vietatissimi dalla FIFA) si è guadagnato a suon di rirusltati la conferma per i prossimi 4 anni. E Di Biagio, da “underdog”potrebbe ripercorrerne le orme. Del resto è già successo che i “promossi” dalla Under 21 si guadagnassero conferme. Già successo con Bearzot (under 23),  Azeglio Vicini e Cesare Maldini. Tre CT amatissimi, per motivi diversi, dagli italiani che hanno regalato bel calcio e notti indimenticabili. E infine c’è la favola di Jacquet che da vice, si è conquistato prima la Francia e poi il Mondiale.

La nazionale di Luigi Di Biagio

Gigi Di Biagio al timone azzurro. Un’occasione più unica che rara. Il CT proverà a convincere l’Italia e gli italiani. In primis, abolendo il 4-2-4 di Ventura che è costato il Mondiale. Il secondo step è l’ingresso dei migliori giovani dell’Under 21. In questo senso, sperano, a ragion veduta, Donnarumma, Rugani, Caldara, Chiesa e Bernardeschi, che potrebbero sfruttare immediatamente una chance. Il neo CT potrebbe ripartire dal “suo” 4-3-3  senza bocciare totalmente il “vecchio” gruppo anzi, conservando risorse preziose come Insigne, Romagnoli, Jorginho, Darmian e Spinazzola. Spazio, con ogni probabilità anche ad altri “fedelissimi” particolarmente adatti al modulo, come Pellegrini, mentre Verratti potrebbe essere restituito al ruolo di mezzala. Immobile e Belotti si giocheranno il posto da prima punta, con il laziale al momento favorito. Una Nazionale giovane e “gagliarda”, con tanti innesti dalla Under. Una ipotesi: Donnarumma in porta. Darmian, Bonucci, Romagnoli e Spinazzola; Jorginho in cabina di regia, affiancato da Pellegrini e Verratti.  Tridente Chiesa, Immobile, Insigne. La sensazione è che questi ragazzi ci avrebbero portati a Russia 2018. Rimpianti? Impossibile non averne…