Redazione

Kalinic a prescindere da Belotti che comunque potrebbe arrivare a fine mercato. E un “ni” per Diego Costa. Il mercato del Milan balla sulle punte: ultimo tassello, il centravanti che garantisca qualità e doppia cifra. Mirabelli e Fassone sognano di calare un tris d’assi che proietterebbe il Milan in pole position per lo scudetto. Come? In tre mosse.

Kalinic “low cost” subito

L’attaccante croato è la prima scelta: ha un costo accessibile e sostenibile attraverso la cessione di Bacca, valigie in mano destinazione Marsiglia. Montella, che lo ha allenato a Firenze, lo stima parecchio. Kalinic non è un attaccante statico: aiuta la squadra, ripiega, non si fa pregare se chiamto al gioco sporto e garntisce comunque 12-15 reti l’anno. Quanto basta per entrare nelle grazie della società rossonera che punterà ad occhi chiusi su di lui. Se non altro per non restare scoperta.

Diego Costa in sosta

Il colpo dell’ultima è il possibile arrivo di Diego Costa, pezzo pregiato della scuderia di Jorge Mendes, destinato all’Atletico Madrid. I colchoneros hanno il mercato bloccato sino al 2018. Il Chelsea, nel frattempo, ha ufficializzato Morata. Conte non ha intenzione di far convivere i due spagnoli nemmeno al pub sotto casa. Ergo, l’attaccante andrà parcheggiato in attesa di tornare a casa. E allora, perché non lasciarlo in “sosta” al Milan, dall’amico Fassone, con cui si è già chiuso l’affare Andrè Silva?

Belotti a fine agosto

Anche no, la risposta dal quartier generale di Milanello. Anzi, facciamo forse. Diego Costa al Milan si può fare, ma non ha senso logico, né tecnico, puntare su un calciatore che, con ogni probabilità, a metà campionato lascerà Milanello direzione Madrid. Ecco perchè la dirigenza rossonera non mollerà di un centimetro la pista che porta a Moena, dove Kalinic aspetta solo un fischio per lasciare definitivamente il ritiro dei viola. Idee chiare: intanto arriva il croato, poi si vende Bacca al Marsiglia, infine si fa leva sulla volontà di Belotti. Il gallo vuole cantare in rossonero. Il Milan ha le carte giuste per la contropartita tecnica: 45 milioni più Paletta e Niang. Quanto basterà, con ogni probabilità, a fine agosto, per convincere il Toro a mollare la presa.