Elisa Ferro Luzzi

La contestazione sul mancato rinnovo di Gigio Donnarumma con il Milan sta assumendo dei contorni inquietanti. Ieri, durante la sfida dell’Under 21 contro la Danimarca finita 2-0 per i ragazzi di Di Biagio, sul portiere azzurro sono piovute dei dollari finti a causa della sua recente scelta esistenziale. La contestazione del Milan Club in Polonia era stata annunciata proprio ieri e non si è fatta attendere. Alcuni tifosi hanno infatti accolto il portiere del Milan con uno striscione dietro la porta azzurra sul quale spiccava la scritta: “Dollarumma”, poi è andata avanti con continui fischi ad ogni tocco del pallone da parte dello stesso portiere azzurro, che è stato poi preso di mira con un fitto lancio di banconote false (dollari) in campo. Una pioggia di soldi finti che ha costretto l’arbitro all’interruzione della partita per qualche minuto, consentendo agli inservienti di ripulire la zona intorno a Gigio.

Donnarumma tra Raiola, Fassone e la Curva Sud

Ormai è guerra aperta tra i tifosi, i social network e il “povero” Donnarumma che – come tantissimi altri suoi colleghi in passato – ha fatto una scelta di vita. Che, condivisa o meno che sia, non può portare ad una degenerazione tale. “Mi prendo io tutte le colpe, ma lascino in pace Gigio – ha dichiarato il suo procuratore, Mino Raiola, ieri su diverse tv e poi in un’intervista a Gazzetta -. Sono arrivate addirittura minacce di morte alla sua famiglia, è incredibile. Ho sbagliato a non fermare subito questa macchina infernale. Perché tutta quella fretta? Tante pressioni? E il diktat del 13 giugno? Con quel martellamento non potevamo dire sì. “Non c’erano i presupposti per un’intesa. Avevamo chiesto tempo e discrezione per lasciare Gigio sereno. Il Milan ha informato la stampa di ogni passaggio. I risultati si sono visti. Una parte dei tifosi s’e messa contro Gigio e la società non l’ha tutelato…”.

Mino Raiola, agente di Donnarumma, in tribuna a San Siro

Così ha risposto l’ad del Milan Fassone: “Raiola ha lasciato qualche piccolo spiraglio, saremmo felici se Donnarumma ci ripensasse. Le possibilità sono poche ma mai dire mai fino all’ultimo. Non abbiamo bisogno dell’elemosina di qualcuno che ci porta 20 milioni, Donnarumma vale molto di più. Gigio rimane qui e andrà via l’anno prossimo a zero, se qualcuno lo vuole ci deve fare un’offerta che corrisponde al suo valore. Adesso lo lasciamo tranquillo perché deve concentrarsi sull’Under, poi sarà in ritiro con noi e ci sarà modo di parlare”.

E’ di questo pomeriggio, infine, il comunicato della Cuva Sud del Milan sulla questione:

“Dopo Mattarella il 31 Dicembre è la volta di Mino Raiola a reti unificate su tutti i canali sportivi. Ovviamente con i SUOI giornalisti, con domande precedentemente concordate e il tutto registrato, perché sia mai che ci scappi un dibattito, con domande vere.

Ci appare strano vedere Raiola, che si è sempre negato alla stampa, aprire le porte di casa sua e graffiare sui vetri tentando di salvare l’impossibile.

Ci appare strano sentir pronunciare parole come “clima ostile”, “forzature” e “minacce” che traslati economicamente hanno un valore di 25mln in 5 anni fascia di capitano e circa 6 mesi di riflessioni per poi arrivare a giugno e dire che gli hanno messo fretta.

Ci appare strano sentire parlare di clima ostile per un ragazzo che è il primo giocatore del Milan, dopo anni, a ricevere un coro personalizzato dai tifosi, e tanto amore da parte di ogni singolo tifoso del Milan.

Ci appare strano apprendere da Raiola che non si è discusso di ingaggi o tempistiche del contratto . Forse perché nel famoso gioco de “il compenso che spetterebbe al Milan sarà mio” alcuni aspetti elementari non hanno valore.

Ci appare strano che Raiola con il suo italiano forbito e la sua infinita cultura non abbia appreso il semplice senso di uno striscione a lui riferito!

Ci appare strano che un così bravo agente sia stato in grado di non fare l’interesse del suo assistito. Ma abbia distrutto l’immagine agli occhi non solo dei tifosi Milanisti, ma dei tifosi di calcio tutti, che oggi scoprono che un diciottenne può essere irriconoscente verso la società che lo ha lanciato solo per l’interesse di un uomo alle sue spalle, che gli promette montagne di soldi.

Ci appare strano come solo pochi giorni dopo l’addio di Francesco Totti, in lacrime davanti ai suoi tifosi, un ragazzo di soli 18 anni possa preferire il denaro all’essere osannato come Dio dal suo popolo. Per uno sportivo la riconoscenza della sua gente non ha valore economico e invitiamo Donnarumma a riflettere su ciò di cui si è privato per la sua carriera futura

Non ci appare invece strano che Raiola non si spieghi come il tutto sia cambiato così velocemente Dai banchetti alle trattative vere, dalle cene ai confronti accesi, dagli accordi ad personam a il bene di una società, dagli antennisti ai dirigenti sportivi.

Non ci appare strano nemmeno che chi bandiera voleva esserlo davvero (Hamsik) si sia allontanato da questo personaggio, diventando capitano della società che ha scelto di amare.

Non ci appare strano nemmeno il tentativo di mettere ancora in buona luce vecchi condor che dicono di volere il bene del Milan, dopo aver messo in mano ad un avvoltoio il futuro di quella che doveva diventare una bandiera, ma che ora per tutti è la bandiera del soldo facile.

La realtà calcistica attuale è sempre più lontana dalla passione popolare e sempre più vicina a personaggi stile Raiola. Figure capaci di condizionare intere carriere e storie dei club più importanti senza scrupoli ma con un unico obiettivo: il proprio interesse.

Ringraziamo chi sta lavorando per il bene del Milan ed ha fatto tornare gente con valori rossoneri in società, gente che la maglia l’ha baciata amandola davvero, e che ha ricevuto l’affetto, meritandoselo.

Sappiamo che negli ultimi giorni deve essere stato difficile, per il ragazzo difendersi dalle migliaia di critiche e insulti che avrà ricevuto, ma quando si giura amore e si tradisce, la situazione non può che essere questa. Sui social molto probabilmente la mano è stata molto caricata, e ovviamente non riteniamo corrette le eventuali minacce, che nulla hanno a che fare con la nostra presa di posizione.

Crediamo possa ancora esserci la possibilità di rifarsi, ma è ormai legata all’estromissione dai suoi affari di chi lo ha spinto a farsi del male, rovinandogli l’immagine.

I calciatori passano, Noi ed il Milan restiamo sempre”.