Redazione

Ci mancava anche l’hacker. Ma del resto, c’era da immaginarselo. La spy-story 2.0, una guerra mediatica a colpi di social network e conferenze stampa nella cucina di casa, necessitava anche dell’elemento di disturbo esterno per creare ancora più caos. Ricapitoliamo. Volano cinguettii, fioccano interpretazioni e smentite, poi all’improvviso la notizia. Violati i profili social di Gigio Donnarumma, che annuncia l’avvenuto attacco hacker e si chiude a riccio. Vero? Vai a capire. C’è più di qualche movimento da ricostruire per cercare di fare luce sulla nuova puntata di quello che ormai è il caso dell’estate.

#Donnaraiola, la coppia dell’anno

Inizia tutto, neanche a dirlo, con un tweet a metà pomeriggio di domenica. Le voci di una separazione (neanche troppo consensuale) tra Gigio ed il suo manager, l’onnipotente Mino Raiola, vengono smentite dal diretto interessato. “#Donnarumma #Raiola Ieri , Oggi e Domani !!”. C’è la spunta blu d’ordinanza, il profilo è quello del portiere del Milan. La cosa che lascia un po’ perplessi i più maliziosi è la sintassi. Virgole spaziate, doppio punto esclamativo, concetto breve e schematico. Tutto abbastanza simile ai classici cinguettii di Mino. Troppo, per non insospettire. Insomma, chi ha le chiavi di casa dell’account?

In ogni caso, endorsement pesante ed uno a zero per Raiola, che capitalizza l’assist con un tweet (stavolta l’account di riferimento è il suo, anch’esso ufficiale e verificato): “DONNARAIOLA x HATERS, 1-0. WHAT’S NEXT?”. A parte la discutibile scelta semantica, che rimanda al mondo dei fan di cantanti impegnati in zuffe social per stabilire chi sia il migliore, Super Mino la tocca piano. Sottolinea la comunione di intenti con il suo associato, riconosce l’esistenza (ma va?) di un nutrito gruppo di persone alle quali Raiola (eufemismo) non è simpaticissimo, si manda metaforicamente in vantaggio e sfida tutti gli altri. A fare cosa? A mettere in dubbio il suo rapporto con Donnarumma?

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Raiola e Galliani, presenti alla festa dei 18 anni di Donnarumma

Le scuse di Donnarumma (?)

Il vantaggio appena acquisito (o procuratosi, fate voi) dall’agente di Gigio viene però dissipato da una clamorosa autorete. La battaglia si sposta su Instagram dove, tra una foto di gatti e un tramonto sul mare, chi segue le avventure del portierone dell’Under-21 si imbatte in un messaggio di scuse. “Oggi con un mio tweet ho scatenato un vero putiferio, che non volevo generare, e di questo mi scuso. Desidero ribadire il mio amore assoluto per il Milan e i suoi tifosi. Ora ho in mente la Nazionale, con la quale spero di fare un regalo a tutti i tifosi. La mia promessa è che, non appena sarà finito l’Europeo, incontrerò la Società insieme alla mia famiglia e al mio agente per discutere il mio rinnovo”. Alt. Questa è una notizia sul serio. Donnarumma vedrà il Milan dopo l’Europeo? Quindi ci sono spiragli per una trattativa.

Tutto molto bello, anzi no. Perchè poco dopo, stavolta su Twitter, per un ping-pong che fa venire mal di testa anche a chi di social network ci vive, arriva l’ennesima puntata. Laconico comunicato di Donnarumma. “Hackeraggio sul mio account. Chiudo social”. Quale account, quale social? Cosa è stato davvero farina del sacco di Gigio? Il primo tweet? Le scuse su Instagram? Il mistero si infittisce. Per sicurezza, profilo Instagram cancellato e Twitter silente. A chiudere tutto (forse) ci pensa l’immancabile Raiola, che mentre molti già dormono chiosa sereno: “tweet tra me e Gigi tweet di amicizia. Dopo Europeo incontriamo Milan. Adesso importante la Nazionale”. Niente di nuovo, come nel suo stile, Mino conferma tutto e allo stesso tempo non conferma niente.

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Mino Raiola in tribuna a San Siro

Confermati gli spiragli per il rinnovo

Però un’idea, forse, è possibile farsela. I tweet tra lui e Gigi (cioè i punti 1 e 2 di questa strana storia) vengono etichettati come veri ed ufficiali. Il post incriminato su Instagram non viene sbugiardato, anzi, Raiola conclude la giornata confermando che effettivamente dopo l’Europeo si incontrerà con la dirigenza milanista. E l’hacker? Neanche menzionato. Perlomeno strana come cosa.

Il messaggio di Donnarumma, il cui contenuto è, ricordiamolo, corrispondente alla realtà, almeno per quel che riguarda la trattativa, era scritto di suo pugno ma si è rivelato un mezzo autogol? Probabile, dato che se giocatore e procuratore puntano ad ottenere il massimo nella negoziazione, far sapere al mondo che c’è un lato affettivo impossibile da ignorare è, economicamente parlando, farsi un danno. E allora mannaggia, qualche cattivone ha preso il controllo dell’account Instagram di Gigio, che forse ha dato un po’ troppo la password in giro. Niente di vero, tutto inventato. Salvo poi confermare comunque l’incontro. E vissero tutti (più o meno) felici e contenti.

Insomma, la spy story continua ed assume tinte sempre più surreali. E viene un po’ di nostalgia a ripensare a quando, lontani dalla bacheche e dalle condivisioni virali, il calciomercato si svolgeva negli alberghi e nelle sedi delle società. All’epoca, il massimo del fake era mettersi i baffi finti per non farsi riconoscere, o camuffarsi sotto improponibili cappotti. Ora invece abbiamo gli hacker, gli hater e i follower. Frase fatta, ma forse si stava davvero meglio quando si stava peggio.