Redazione

Il Milan cala il tris ma non si gode il passaggio del turno in Coppa Italia, nè la possibilità di giocarsi la rivincita nel derby ai quarti di finale. Il Verona è tramortito con relativa facilità, ma anche una vittoria convincente lascia il passo alla contestazione. Il protagonista, obtorto collo, della serata è uno che non tocca quasi mai il pallone: Gigio Donnarumma. L’immagine della serata è il viso del portiere in lacrime, stretto fra le mani di Bonucci. Uno dei più contestati che consola il contestato.

Questo Milan non ha pace

Durissimo, Mirabelli, a fine gara. Il direttore sportivo parla di confusione creata ad arte. Donnarumma non ha mai chiesto la cessione ed è amareggiato. Serve ricompattarsi. Il dirigente è lapalissiano. Si dichiara consapevole “da dove vengono le insidie. Il club non soggiacerà a ricatti e i calciatori rispetteranno le nostre condizioni”. Il Milan avrebbe già in serbo l’idea di tutelarsi nelle sedi opportune. Senza mezzi termini di “violenza morale” se ne parlerà in tribunale.

A San Siro non si Gigioneggia più

Lo striscione esposto dalla tifoseria rossonera: Donnarumma è tornato nel mirino

Il pianto di Donnarumma è uno sfogo inevitabile. La tifoseria del Milan ci è andata giù pesante: rinfacciandogli i sei milioni l’anno per lui e l’ingaggio del fratello, definito senza mezzi termini parassita. Il messaggio è inequivocabile: quella è la porta, la pazienza è finita. Gigio ci ha messo del suo per finire in questo gorgo, ma non è neanche particolarmente fortunato. Sapeva che sarebbe stato difficile evitare fischi e improperi, ma, complice la scarsa affluenza di pubblico, San Siro ha chiuso il secondo anello. Dunque, il portiere si è ritrovato a pochi metri il cuore pulsante di una tifoseria ferita ed offesa. Ed è accaduto l’inevitabile. 45′ di passione. Lo strappo, ricucitosi quest’estate, si è definitivamente consumato.

Una situazione scomoda

Donnarumma rientra scosso negli spogliatoi. Anche senza averli, di fatto, giocati, ha vissuto 90′ particolarmente difficili. Quasi impossibile da sopportare. Al termine del primo tempo Donnarumma è sull’orlo di una crisi di pianto. Un ragazzo che sembra finito in una situazione più grande di lui. I compagni, Bonucci in testa, ne hanno compreso le difficoltà e lo hanno abbracciato. Prima, dopo e durante una partita che non scorderà facilmente. Al netto di ingaggi faraonici e violenze morali, parametri zero e trattative di mercato, il ragazzo va senza dubbio protetto da una situazione gestita malissimo. Ciò che si evince è che né Raiola né Donnarumma, abbiano fiducia nel Milan. Una sfiducia ricambiata. E l’addio, mai come questa volta, è scontato. A meno di clamorosi colpi di scena