Redazione

Quella dieci. La 10. I 10 prima di lui. Una maglia carica di storia e di gloria, sembrava un peso. Una zavorra. La maglia di Sivori, Platini, Roberto Baggio avrebbe potuto schiacciarlo. Invece gli ha messo le ali ai piedi: e a questo punto sorge una domanda. Se Dembele vale 125 milioni, quanto vale “el diez” della Juventus?

Platini o Baggio? O Sivori? Forse Messi

Dybala non è Platini, ma neanche Roberto Baggio: è più Sivori. Dovendo paragonarlo alla più stretta attualità, il prototipo che più gli si avvicina è Leo Messi. Il campione argentino viaggia verso i 30 e fra qualche anno si stancherà di vincere e alzare trofei. E se c’è qualcuno in grado di raccoglierne l’eredità, beh, sembra proprio questo ragazzo venuto in punta di piedi dall’Argentina, passando attraverso Palermo, e che ha conquistato tutti con un talento pari alla personalità.

Quanto cuore, sotto quella casacca

Unica certezza, una personalità fuori dal comune. La Juve gli ha offerto la numero 10 e lui non si è nascosto di fronte alla responsabilità. Anzi. L’ha raccolta con la personalità tipica di chi sa trascinare i compagni. Basta fissarlo negli occhi: quello sguardo ha la luce di chi vuole vincere. Raggiungere la vetta. Dybala non vuole stupire. Piuttosto alzare trofei. Ecco, se deve migliorare in qualcosa, è nell’approccio ai match decisivi. Ha 24 anni. Del Piero alla sua età aveva già vinto una Champions e segnato il gol decisivo per issare la Juventus in cima al mondo.

Il prossimo passo, la leadership

Dybala è un fenomeno. Ha già doti tecniche e balistiche che lo collocano di diritto nella galleria dei campioni assoluti. E numeri che lo confortano: 50 gol in Serie A, 36 in maglia bianconera, 5 in Champions, 6 in Coppa Italia. Adesso, sta studiando da fuoriclasse. E per superare l’esame, bisogna trascinare la squadra non solo con Genoa e Cagliari, ma anche contro il Real Madrid.