Francesco Cavallini

Chiamano insistentemente le sirene blaugrana. E affascinano, inutile dire che non è così. Paulo Dybala è certamente lusingato dall’interesse del Barcellona, che continua a pensare a lui per colmare il vuoto (offensivo e di immagine) lasciato dall’addio di Neymar. A Torino sono stati abbastanza chiari commentando il caso Bonucci: chi non vuole rimanere non sarà certo trattenuto con la forza. Eppure qui siamo ad un livello che potrebbe rappresentare una necessaria eccezione a questa decisione da parte della società bianconera. Perdere Dybala (oltre a Bonucci e al velenoso addio di Dani Alves) sarebbe davvero troppo, anche per il più fiducioso dei tifosi della Juventus. Eppure 140 milioni (oppure i cartellini di Andrè Gomes e Rafinha, più la differenza in contanti) farebbero molto comodo a chiunque, persino alla Vecchia Signora. E quindi tutto gira intorno alla volontà del numero 21. Il ragazzo di Laguna Seca è a un bivio della sua finora breve ma già luminosa carriera. Rimanere? O partire per una nuova avventura?

Paulo Dybala, 19 gol complessivi nella scorsa stagione

Dybala, tre buoni motivi per rimanere a Torino

  • la centralità nel progetto: in questo preciso istante, strane idee di mercato a parte, Paulo Dybala è la Juventus. Assieme a Gonzalo Higuain è il calciatore più pagato della rosa, probabilmente è anche (Buffon escluso) il più amato dai tifosi e di certo è il fiore all’occhiello di una squadra forte e ambiziosa. Sarebbe lo stesso a Barcellona? Ovviamente no. Dybala arriverebbe da ventitreenne strapagato con tutto (o quasi) da dimostrare, verrebbe chiaramente offuscato dalle altre stelle della squadra e, in caso venisse acquistato un’altro attaccante (Coutinho?) oltre a lui, non sarebbe neanche certissimo del posto da titolare.

 

  • la voglia di rivincita: Cardiff brucia, così come bruciano, soprattutto, le critiche che hanno seguito la finale e la scialba prestazione della Joya. Andare via da Torino significherebbe lasciare questa macchia indelebile, senza alcuna possibilità di una prova d’appello. L’orgoglio conta, soprattutto per chi come lui è argentino. C’è volontà da parte di Dybala di trascinare di nuovo la Juventus all’ultimo atto e stavolta di brillare nel cielo di Kiev, dimostrando una volta per tutte il proprio indiscutibile valore.

 

  • la gratitudine: elemento da non sottovalutare, anche nel folle calcio dei 222 milioni per Neymar. Abbandonare la nave ora sarebbe sacrilego, magari non lascerebbe la Juventus scoperta in avanti, ma di certo getterebbe nello sconforto squadra e tifosi, anche alla luce di una campagna acquisti che finora non ha soddisfatto le aspettative. Dybala farebbe questo alla Vecchia Signora? Difficile. A questo punto, meglio accordarsi per un addio differito, per dare tempo e modo a tutti di digerire una cessione pesante e di correre ai riparti da un punto di vista tattico.
dani alves dybala

Dani Alves ha suggerito a Dybala di cambiar squadra

Dybala, tre buoni motivi per lasciare Torino

  • il dio denaro: guardiamoci in faccia e ammettiamolo, con tutta la sincerità del mondo. Anche a questi livelli, i soldi non fanno la felicità, ma aiutano. E di soldi il Barça e pronto a offrirne davvero molti, sia alla Juventus che al calciatore. Contratto faraonico, ben oltre i sette milioni e mezzo percepiti al momento dal talento argentino. Un trattamento da vero top player, che lusingherebbe anche il conto in banca più solido. Per la felicità anche del procuratore, che incasserebbe una gran bella provvigione dopo neanche un anno da quella incamerata per il rinnovo fino al 2021.

 

  • Lionel Messi: un ottimo motivo. Forse il più importante. Dybala in questo caso è il prescelto, quello che la divinità del pallone blaugrana ha personalmente selezionato per sostituire il fuggitivo ex compagno carioca. Un’investitura importante, che la Joya si è guadagnata con le sue prestazioni in Italia e in Europa. Certo, può diventare un boomerang in caso di prestazioni non soddisfacenti, ma se c’è qualcosa che abbiamo imparato dagli ultimi dieci anni di Barcellona, è che la parola della Pulce al Camp Nou è legge. E partire con l’appoggio incondizionato di chi in Catalogna è Imperatore assoluto, non può che far piacere.

 

  • il salto di qualità: le parole di Dani Alves, seppur pronunciate quando era già in odore di addio alla Vecchia Signora, rischiano di essere profetiche. Dybala deve lasciare Torino per sbocciare definitivamente, per mettersi alla prova su di un palcoscenico più importante. E cosa c’è di meglio del Barça che fa tremare il mondo? La Juventus di questi giorni non convince e se le falle evidenziate dal precampionato non fossero tappate in tempo il rischio concreto è quello di una stagione difficile, che potrebbe addirittura (sacrilegio!) essere amara di soddisfazioni. E quindi l’addio sarebbe giustificato dall’ambizione di puntare sempre più in alto.

Insomma, non un periodo semplice per Dybala. Che in questi giorni di preparazione alla Supercoppa rischia di essere distratto dalle sirene blaugrana, facendo un danno a sè stesso e alla Juventus. Che non vorrebbe certo privarsi del suo talento, ma che si fa due conti in tasca e pensa a un nuovo caso Zidane, la somma astronomica incamerata per il singolo e spesa per rifondare un nuovo ciclo vincente. E quindi che si fa? Rimanere o partire? Staremo a vedere. Ormai manca comunque poco. Tre settimane, o giù di lì. Poi il verdetto, almeno per questa stagione, sarà quello definitivo.