Redazione

Il calcio è crudele: cambia tutto in poche settimane. Paulo Dybala ne è l’esempio. Sino a un mese fa era il Principe della Signora. Negli ultimi giorni è scivolato nelle gerarchie, sino alla panchina. Torna in campo contro il Genoa. Una (forse l’ultima) occasione per riprendersi lo scettro che si era meritato a inizio campionato. Prima che fosse inghiottito da un freddo autunno che ne congelato il talento.

Cosa sta succedendo a Dybala?

I problemi evidenziati sono legati ai “sacrifici e alla vita privata”. Il che non significa che Dybala faccia tardi o non si alleni. Le difficoltà sono altre, a quanto pare legate a vicende contrattuali. Ha ritrovato il fratello ma rischia di perdere un tesoro. Il famoso viaggio a Parigi è legato a una volontà di addio dettata anche dalla necessità di guadagnare di più, dopo aver rotto i rapporti con Triulzi. Alla Juve, ciò che è successo interessa poco. Dybala deve convivere con l’idea di non essere Messi, ma neanche un calciatore qualunque. É un potenziale fuoriclasse, non ancora compiuto. La Juventus gli chiede di più. In particolare chi glielo ha chiesto, ovvero Nedved, è un esempio. Capace di vincere un Pallone d’Oro pur non essendo il migliore.

O risorge o è scaricato

In mezzo a questo caos, Allegri gioca a carte scoperte. Dybala, contro il Genoa, ci sarà. Se non altro per permettergli di ritrovare fiducia. Ha tutto da guadagnare: se la Juve vince e passa il turno, magari con una rete della Joya, il tecnico si ritrova un giocatore molto più sereno contro la Roma. Se invece l’asso di coppa dovrebbe rivelarsi un “flop” non vi sarebbero polemiche e discussioni per una eventuale esclusione nel big match con i giallorossi. Insomma, o è bianco, o nero. Come del resto succede alla Juventus. Una squadra che non aspetta nessuno. E che non trattiene chi vuole andarsene. A prescindere se i mal di pancia siano figli di donne, motori o soldi. La sensazione è dell’ultima chiamata: se Dybala non risponde, la Juve non tornerà a bussare facilmente.