Redazione

Una nota stonata nella vittoria della Juventus. Dybala si prende la scena nel modo peggiore possibile. Nel giorno della possibile svolta del campionato bianconero, il numero 10 “macchia” la propria immagine mandando platealmente a quel paese il tecnico al momento della sostituzione.

Nervosismo che nasce da lontano

Dybala ha avuto uno sfogo. Pesante. Comprensibile, ma non giustificabile. Un atteggiamento figlio di un momento particolarmente difficile. I due errori dal dischetto contro Atalanta e Lazio pesano quattro punti. Quelli che oggi garantirebbero il primato in classifica. Punti che pesano eccome sul morale di un ragazzo che appare chiaramente frastornato. L’aggravante consiste anche nella reiterazione del “reato” di lesa maestà tecnica. Non è la prima volta che la “Joya” si lascia prendere dai nervi e insulta il tecnico. Resta solo da capire quale sarà, adesso, l’atteggiamento di Allegri. Per molto meno, Bonucci fu lasciato in tribuna a Oporto a meditare. Mercoledi, però, c’è la SPAL. Un partita “facile”. Un’arma a doppio taglio: il match contro gli estensi, per certi versi, è l’ideale per Dybala. Un avversario “comodo”, con tutto il rispetto per gli spallini, per ritrovare gol e fiducia. É altrettanto vero però che non si possono tollerare atteggiamenti del genere. Dunque?

Punizione in arrivo per Dybala?

Provvedimento in arrivo? La “punizione” per Dybala potrebbe collocarsi in una via di mezzo. Nessuna condanna. Piuttosto, una ramanzina con conseguente esclusione parziale dall’undici titolare. Dybala potrebbe finire in panchina contro la SPAL e magari subentrare a partita in corso. Una sorta di “lezione” per imparare a rispettare il compagno che subentra e le scelte dell’allenatore. L’unica certezza è che, in generale, da un leader ci si aspetta comunque un comportamento diverso. La Juventus compie un’impresa, rovescia una partita stregata. E da Udine può partire la rincorsa verso la storia: il settimo scudetto consecutivo. Per centrare l’impresa serve un gruppo unito e nessuna primadonna. Ecco perchè è giusto e doveroso pretendere dal “10” un comportamento più consono. La Juventus, fra l’altro, è parecchio insofferente a certi “colpi di testa”.