Nino Santarelli

Un campione dal cuore d’oro. E’ Paulo Dybala attaccante e fuoriclasse della Juventus. Ieri ha videochiamato Edoardo e Samuel, 9 e 7 anni, sopravvissuti alla slavina dell’Hotel Rigopiano. Dybala si è commosso parlando con i due bambini e li ha invitati a Torino a vedere una partita della loro squadra del cuore. Edoardo a Rigopiano ha perso la mamma e il papà. Un lutto, quello della perdita del padre, che il giocatore ha subito quando aveva solo 15 anni. “E’ stato il momento più difficile della mia vita” ha ribadito più volte.

La perdita del papà a 15 anni

La perdita del padre Alfonso ha segnato profondamente la sua adolescenza. La madre e i suoi due fratelli lo hanno sostenuto e tuttora non gli fanno mai perdere il contatto con la realtà. In quel periodo tra l’altro Dybala aveva lasciato il suo paese, Laguna Larga, per trasferirsi a Corboba e giocare all’Istituto, squadra con cui in due anni ha realizzato 17 gol. A Cordoba Paulo è diventato “La Joya”, il gioiello. Zamparini se ne innamorò e lo portò a Palermo spendendo 12 milioni di euro. Nel capoluogo siciliano “La Joya” è diventato semplicemente “U picciriddu”, che gira per la città come un normale ragazzo di 20 anni. La storia recente è legata alla Juventus, il futuro chissà. Dybala è un talento straordinario in campo e una persona generosa fuori. Il 10 gennaio ha invitato a cena l’amico Manuel Iturbe appena arrivato al Torino dalla Roma.

dybala videochiamata rigopiano

Una notte passata tra i senzatetto di Torino per Dybala e Iturbe.

L’AMICIZIA CON ITURBE E LA SOLIDARIETA’ AI CLOCHARD
I due sono legati da una profonda amicizia grazie a Pierpaolo Triulzi manager di entrambi. Dybala e Iturbe  si vedono spesso a cena. Vennero immortalati anche il 23 febbraio del 2015 a Roma quando Dybala era ancora un giocatore del Palermo. Sempre in questo mese di gennaio Dybala e Iturbe hanno trascorso una serata insieme ai senza tetto di Torino. Gli hanno servito  un pasto caldo, cannelloni e lasagne, e le coperte per ripararsi dal freddo. Gesti che Paulo compie con naturalezza. La sua generosità è spontanea, è un bisogno e non certo voglia di apparire. Questa estate ha fatto prima visita ad alcuni orfanotrofi dell’isola di Malta a giugno e poi a Melbourne, durante la tournée della Juventus, a fine luglio, ha sfruttato l’unico giorno libero a disposizione per andare all’ospedale pediatrico regalando ai bambini sorrisi e maglie autografate. Paulo Dybala non pensa solo al calcio, al denaro, agli affari come fanno tanti fuoriclasse. “U picciriddu” è il ragazzo della porta accanto con cui trascorrere una serata in allegria, una persona semplice che di professione fa il calciatore. Nonostante da anni viva lontano dal suo paese, Laguna Larga, rimane molto legato alle sue origini e agli amici d’infanzia. Si è speso economicamente per evitare il fallimento della squadra della sua città. E lo scorso giugno mentre era in vacanza in Argentina con l’amico Franco Vazquez ha giocato una partita proprio a Laguna Larga su quel campo in terra dove ha mosso i primi passi da calciatore. La storia di Paulo Dybala è bella da raccontare, colpisce per semplicità e generosità. Un fuoriclasse dal cuore d’oro.