Redazione

Eder, molto più di un cambio. Una garanzia. Nel calcio è facile ritrovarsi etichettato: Eder è considerato il “salvagente”, la scialuppa, l’ultimo appiglio al quale aggrapparsi. Una mossa disperata, quando non si ha più niente da perdere. Paragone ingeneroso, perchè il calciatore italo-brasiliano merita molta più considerazione.

Eder l’unico sostituto che “cambia” il match

Pensiero comune: se l’Inter avesse raggiunto prima il pari contro il Torino, la partita l’avrebbe anche vinta. Tesi inconfutabile: l’unica vera scossa arriva dall’ingresso in campo del numero 23. Solo Eder funge da discriminante nell’economia delle sostituzioni. Nè Brozovic, né Joao Mario hanno la sua incidenza. Non è mai partito titolare, ma quando è subentrato, spesso in gare particolarmente complicate, è stato sempre decisivo. Dentro al 5′ della ripresa a Bologna, con l’Inter sotto per una rete, si procura il rigore che vale il pari. Contro il Genoa ha creato scompiglio e aperto le maglie rossoblu e, sebbene non abbia partecipato al gol di D’Ambrosio, ha cambiato il ritmo alla gara. Contro il miglior Torino della stagione, al di là della rete, ha ravvivato la manovra e offerto più soluzioni di gioco, compreso il cambio di modulo.

Spalletti non ne farà a meno…

Eder avrebbe potuto lasciare l’Inter, ma Spalletti lo ha fortemente voluto trattenere. E anche la società ne ha riconosciuto la professionalità e l’utilità, rinnovandogli il contratto sino al 2021. Il tecnico toscano lo ritiene, in assoluto, il miglior dodicesimo possibile. Il primo ricambio, nonché la chiave per poter aprire nuove frontiere di gioco. Il 3-4-3 è solo una delle possibilità. In questo senso, non è affatto scontato che Eder rimanga sempre e solo un sostituto, specialmente se la partita con il Torino lascia in eredità la sensazione che il 4-2-3-1 spallettiano possa diventare di di facile lettura per gli avversari. Basta braccare Valero e la luce si spegne. Ecco perchè, in una potenziale modifica del modulo, Eder potrebbe ritagliarsi un posto da protagonista. Ci sarà tempo e modo per pensarci, al rientro dalla sosta per le Nazionali.

…e forse neanche Ventura

Ah, a proposito della prossima settimana, con chi è che la Nazionale di Ventura si gioca l’accesso ai mondiali? Con la Svezia..sì, esattamente la squadra che abbiamo incontrato nel girone a Euro 2016. Proprio quelli che contro gli azzurri di Conte hanno resistito fino all’89’, quando una faccia conosciuta, stavolta con sulle spalle il numero 17, ha tirato fuori un numero dei suoi quando il pareggio sembrava già scritto, regalandoci il passaggio del turno. Certo, non da subentrato come al solito. Ma questo ai fini di un po’ di sana scaramanzia conta davvero poco…