Redazione

É il turno di Eder? Spalletti ci sta pensando seriamente. Non è soddisfatto dalle prestazioni di un centrocampo che ha poco o nulla di spallettiano. Il tecnico di Certaldo ha iniziato la stagione con il 4-2-3-1 che offre le giuste garanzie in fase difensiva, ma pecca e non poco nella costruzione di gioco.

I numeri sono dalla parte dell’Inter, però…

L’Inter segna molto: 11 reti in 5 partite. Più di due gol a partita. Numeri confortanti e in linea con il gioco di Spalletti. Le sue squadre hanno sempre segnato molto. Anche la linea difensiva è impermeabile: l’Inter ha subito due reti in cinque partite. Una media ottima anche in chiave primato, ma i numeri non dicono tutto. Senza i miracoli di Handanovic (che comunque è pagato per parare), qualche errore di troppo degli avversari e un pizzico di fortuna ha permesso all’Inter di chiudere tre clean sheet. La squadra però è troppo esposta alle iniziative avversarie. Colpa di un centrocampo che non protegge a dovere e fatica a ribaltare l’azione. Spalletti, però, ha già studiato una soluzione, intravista nell’ultima mezz’ora di Bologna quando l’Inter, ottenuto il pari, è stata molto più vicina al raddoppio che alla sconfitta.

Il momento di Eder: tocca a lui

La nuova soluzione tattica prevede l’inserimento di Eder. E anche un cambio di modulo. Addio al 4-2-3-1? Non proprio. Almeno non subito. Eder è una prima punta atipica che abbina quantità e qualità. Ha un buon passo, corsa e capacità di inserimento. Insomma, potrebbe essere lui l’incursore che sta cercando Spalletti. Si, ma anche no. Nel senso che è possibile anche un utilizzo a supporto di Icardi. Oppure come esterno al posto di Candreva che, forse anche un po’ provato da tanti impegni ravvicinati, è tornato piuttosto impreciso nei cross. Un lusso che Spalletti non può permettersi. Il suo gioco vive al centro e pulsa sulle fasce, dove il contributo degli esterni è fondamentale per numero di gol e assist. Ciò che si aspetta da Eder.