Elisa Ferro Luzzi

Correva l’anno 1950. Alla vigilia del Mondiale brasiliano la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord decisero di non schierare più un’unica Nazionale di calcio: la secolare guerra di indipendenza che da sempre infiamma l’Isola di smeraldo per la prima volta andò a ripercuotersi sul mondo del pallone.

Da quel giorno non è mai capitato alle due “Irlande” di prendere parte alla stessa competizione internazionale. Fino ad oggi. Stessa maglia verde ”irish” ma storia e tradizione completamente diverse: l’Irlanda del Nord, culla del nazionalismo irlandese cattolico che si opponeva al colonialismo britannico, nel 1500 diventò l’area di maggior insediamento di coloni inglesi e scozzesi protestanti. Nel 1922, quando fu riconosciuta l’indipendenza dell’Irlanda, a quella del Nord fu concesso di scegliere se rimanere sotto il Regno Unito e la risposta fu sì, appunto per la massiccia presenza di coloni protestanti. I disordini che ne seguirono, soprattutto negli anni ’70 e ’80, sono noti a tutti

northen ireland

 

Il clima non è rilassato nemmeno all’interno delle due nazionali di calcio. La maggior parte dei tifosi dell’Eire si rifiuta di sostenere anche i nordirlandesi (che hanno centrato la storica prima vittoria ad un Europeo). Nulla ha potuto lo sport, che di solito unisce e si lascia alle spalle rivalità e tragedie storiche. Eppure, quando si tratta di Rugby, esiste una sola Irlanda.

Il destino ci ha messo del suo: il ct dell’Irlanda del Nord, Michael O’Neill, è cattolico. “Non sono qui per dire la Messa ma per costruire una squadra” ha detto, mettendo subito in chiaro le cose quando in molti hanno storto il naso il giorno in cui è diventato ct. Il commissario tecnico dell’Eire si chiama anche lui O’Neill, Martin O’Neill. Ed è nordirlandese.

o'neill

 

Niall McGinn e Chris Baird sono entrambi cattolici e giocatori dell’Irlanda del Nord. Al primo sono più volte giunte minacce da parte di gruppi estremisti protestanti, al secondo nel 2010 hanno tirato una bomba sulla casa della madre.

Shane Duffy e James McClean sono entrambi cattolici ed originari di Derry. Hanno scelto di giocare nell’Eire. Nel 2014 McClean, che giocava nel Wigan, fu l’unico a rifiutare di indossare sul petto il poppy, ovvero il papavero rosso icona del Remembrance Day (giorno in cui il Regno Unito ricorda i suoi morti di guerra). E lo fece ricordando Bloody Sunday

bloody sunday

Ad Euro 2016 l’Eire ha esordito pareggiando 1-1 con la Svezia e si prepara ad affrontare oggi il Belgio per poi chiudere il girone con l’Italia. I nordirlandesi, che non partecipavano ad una competizione internazionale dai Mondiali del 1982 in Spagna, hanno perso al debutto con la Polonia e poi hanno centrato la prima storica vittoria ad un Europeo contro l’Ucraina. Nell’ultima sfida del girone se la vedranno con la Germania.