Francesco Cavallini

La faccia di Francesco Totti in tribuna dice tutto. Un sorriso, a metà tra il sorpreso e l’orgoglioso, dopo una rete che ricorda un po’ quelle che faceva lui. Stephan El Shaarawy ha appena ammutolito l’Olimpico con un sinistro pazzesco su corner di Pellegrini. Uno di quei gol che restano nella memoria dei tifosi, per capacità e difficoltà di esecuzione. Ci fosse una giuria, per il numero 92 fioccherebbero…i dieci. E anche IL Dieci per eccellenza per un attimo sembra non credere alla prodezza del suo ex compagno di squadra. Errore. C’è poco da stupirsi. Il Faraone questi colpi ce li ha.

El Shaarawy, un talento indiscutibile

La classe di Stephan El Shaarawy non è mai stata in dubbio, neanche nei momenti peggiori della sua carriera. Persino a Montecarlo, dove dopo un inizio di stagione col botto lo hanno ostracizzato pur di non pagare il riscatto al Milan. Poi, fortuna sua e dei giallorossi, si è inserita la Roma, che ha dato all’italo-egiziano tutto ciò di cui aveva bisogno. Fiducia. Già, perchè il Faraone è un calciatore che per rendere al massimo ha bisogno di sentirsi importante, di sapere che allenatore, compagni e tifosi contano su di lui. E quando i tasselli sono tutti al loro posto, come contro il Bologna, si può dare il via allo show. E, già che ci siamo, alla festa di compleanno in ritardo di un giorno.

Quando scocca la scintilla, non ce n’è per nessuno

Questione di testa, quindi, perchè il piede non si discute, le sue reti spesso eccezionali sono lì a testimoniarlo. Reti che, a guardare un po’ i numeri, arrivano quasi sempre quando El Shaarawy gioca dal primo minuto. Difficile (ma non impossibile) che il numero 92 riesca a spaccare la partita entrando a match in corso. Ma per fare la differenza, gli basta trovare dentro di sè la convinzione di poterla fare. A volte si incupisce e si incaponisce quando non gli riesce la giocata, ma basta una scintilla per vedere un altro calciatore. Un talento imprevedibile, che la Roma e Di Francesco stanno sfruttando al meglio.

Fiducia del tecnico e continua maturazione

El Shaarawy è stato fuori a lungo questa estate, uno stop dovuto a una fastidiosa lombalgia che gli ha impedito di completare la preparazione con i compagni. Quanto poteva bastare, con i molti acquisti della Roma sugli esterni, a far pensare ad un Faraone comprimario. Ma Di Francesco ha capito subito due cose. Che Elsha poteva essere il calciatore perfetto per la ricerca della profondità del suo 4-3-3. Ma soprattuttto che il suo numero 92 va spronato e coccolato. Anzi, neanche. Che gli va data fiducia, perchè quando l’italo-egiziano si sente importante, sa esserlo sul serio. Lui dal canto suo sta continuamente imparando e maturando. Si mette a disposizione e, anche se la scintilla non scocca, in campo dà il 100%. E quando le cose girano, beh, la rete con il Bologna parla da sé.

E quindi il Faraone lotta e segna, per la Roma e per il sogno mondiale, per quella nazionale che per molti è importante, ma che per El Shaarawy rappresenta qualcosa in più. Ventura lo convoca, ma lo utilizza poco. E se Di Francesco potesse dare un consiglio al suo collega, gli proporrebbe di dare fiducia al neo venticinquenne. Lui lo fa, e sa bene che non ce n’è mai da pentirsene.