Luigi Pellicone

El Shaarawy, sorpasso a sinistra. La sfida con l’Udinese lascia in eredità a Di Francesco la sensazione che la casella di esterno sinistro altro sia coperta. Il Faraone ruba l’occhio e si prende la scena. Due gol con l’Udinese, entrambi di ottima fattura. Uno da attaccante, attaccando il palo. L’altro da opportunista, capitalizzando l’errore della difesa friulana. Una prova di livello assoluto.

Assistenza e spunti: un esterno con i fiocchi

Il 4-3-3 esalta le caratteristiche di El Shaarawy: raccorda i reparti, ha tutta la corsia da divorarsi in velocità e, soprattutto, le spalle coperte da Kolarov. Il resto è farina del suo sacco: El Shaarawy sa distinguere e scegliere sempre la giocata migliore. Se e quando cercare lo spunto individuale o lo scambio con i compagni. Partendo da quella posizione, fra l’altro, ha sempre davanti lo specchio della porta. Quanto basta per esaltarne le qualità dinamiche e tecniche. Corsa, tagli, dribbling, percussioni e finalizzazione.

Quel ruolo, la collocazione ideale

El Shaarawy, da esterno d’attacco a sinistra nel 4-3-3 vede tutto il campo e sopratutto può fare ciò che gli riesce meglio: dettare il passaggio, partire in accelerazione, accentrarsi, cercare il fondo per tirare in porta o mettere il pallone in mezzo. Un movimento che conosce a memoria e gli permette di sfruttare tutto il potenziale compreso il grande equilibrio del copro. Riesce a sostenere tutto il peso sterzando sulla sinistra senza perdere un briciolo di coordinazione e precisione nel gesto tecnico. Basti pensare che la precisione dei passaggi è ben oltre l’80%.

Un apporto completo anche in fase di non possesso

Se il fisico smetterà di tormentarlo e sarà più presente a sé stesso nell’arco della continuità il ragazzo ha pochi rivali nel panorama del campionato italiano. Nel 4-3-3 difrancescano El Shaarawy svolge anche, e con egual profitto, la fase difensiva: recupera sull’uomo, lo rincorre, si spende nei ripieghi e garantisce costante superiorità numerica in fase di non possesso dietro la linea del pallone.  Ha recuperato ben sei palloni. Tanta roba, insomma. E se il buongiorno si vede dal mattino El Shaarawy può ritagliarsi un ruolo da protagonista nella Roma e in nazionale.