Redazione

Il calcio dà, il calcio toglie. L’ultima giornata delle qualificazioni europee regala il Mondiale al Portogallo negli ultimi 90′. Il Portogallo gioca da squadra: trova il gol, lo gestisce, e raddoppia. Svizzera ai play off e Antunes e Eliseu staccano il biglietto per la Russia. Due incompresi del calcio italiano in generale e romano in particolare. Antunes ed Eliseu. Sbarcati a Roma e andati via così come sono arrivati: nella totale indifferenza.

Antunes oggetto misterioso in giallorosso

si è ricostruito una carriera lontano da Roma, città che non vuole neanche ricordare, talmente brutta è stata l’esperienza in Italia. Eppure l’esordio è con il Manchester United giocando tutti i 90′ e anche discretamente bene. Quanto basta per meritarsi il rinnovo del contratto. Da lì in poi, il buio. Prima il Lecce, poi il Livorno, quindi Panonios e Pacos de Ferreira. Avanti e indietro dalla capitale dove non accumula neanche un minuto. Ceduto definitivamente al Malaga, trova finalmente una dimensione: gioca 62 partite in due stagione, più di quanto aveva accumulato in dieci anni di carriera. Passa alla Dinamo Kiev dove…torna in media: 22 partite in due anni. Con la Svizzera ha giocato poco più di mezz’ora al posto di un altro “desaparecido”. Eliseu

Eliseu è un altro fenomeno parastatale.

Giunto alla Lazio con un curriculum a cinque stelle, una promettentissima ala sinistra che, in biancoceleste, non lascia alcuna traccia. Nessuna presenza dopo l’esordio in Europa League contro l’Elfsborg in cui sembrava anche avviato a una buona stagione. Liberato senza rimpianti, si regala quattro anni al Malaga dove evidentemente conoscono la formula magica per recuperare calciatori che hanno fallito a Roma. 116 presenze e 9 reti, quanto basta per diventare un punto fermo della Nazionale. Gioca titolare al posto di Mario Rui uno che ha perso il posto a…Roma complice l’infortunio. Evidentemente se sei esterno sinistro basso o alto e di origine lusitana, meglio lasciar perdere la città Eterna.