Elisa Ferro Luzzi

Juve-Inter da sempre è una partita che si lascia dietro strascichi importanti, non per niente è il Derby d’Italia. L’ultima punzecchiata è arrivata da John Elkann, presidente Exor, holding proprietaria della Juventus, che ha così commentato la sconfitta dell’Inter nell’ultimo derby e le relative polemiche nerazzurre: “È stupefacente la capacità dell’Inter di non saper perdere, nonostante dovrebbe averne l’abitudine” ha detto il nipote dell’Avvocato Agnelli, rincarando la dose dopo la frecciata di ieri di Beppe Marotta. Il dirigente bianconero, a pochi minuti dall’inizio di Crotone-Juve, aveva infatti parlato di “imbarazzo e mancanza di cultura della sconfitta”Pronta la replica, oggi, dell’ex storico presidente nerazzurro Massimo Moratti: “Elkann?  In questo caso ci vuole la saggezza di Zhang, il silenzio intelligente di Zhang. Se il giudice sportivo c’è andato pesante? Lasciamo stare…”

Elkann e Moratti come Agnelli e Prisco

In passato, però, il silenzio intelligente spesso è andato a farsi benedire. Diverse le frasi al veleno tra dirigenti, allenatori e giocatori di Juve e Inter. Sono rimaste storiche, in particolare, le battute al veleno di Peppino Prisco e di Gianni Agnelli. Soprattutto i due club negli ultimi anni si sono duramente attaccati per la famosa partita del 26 aprile 1998, quella in cui Iuliano atterrò Ronaldo in area e l’arbitro Ceccarini non assegnò il calcio di rigore.

Il famoso fallo di Iuliano su Ronaldo, oggetto di diverse frasi al veleno

Anche su Calciopoli sono state diverse le stoccate tra bianconeri e nerazzurri. Ecco una carrellata delle migliori (fonte Gazzetta dello Sport):

“La Juventus è una malattia che purtroppo la gente si trascina dall’infanzia”(Peppino Prisco)

“Ormai in Italia non c’è più ritegno se anche il mio cuoco può comprare una squadra di calcio”. (Gianni Agnelli, quando Ernesto Pellegrini, imprenditore che in quell’anno aveva il monopolio della ristorazione collettiva italiana)

“La vera gara tra noi e le milanesi sarà a chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda”. (Gianni Agnelli)

“Quando stringo la mano a un milanista la lavo, quando la stringo a uno juventino conto le dita”. (Peppino Prisco)

“Sono tifoso dell’Inter e di tutte le squadre avversarie che a turno incontrano Milan e Juve”. (Peppino Prisco)

“Il rigore negato a Ronaldo? Non è stato assolutamente un furto, si è trattato di ricettazione”. (Peppino Prisco dopo il rigore non assegnato nel 1998 all’Inter per fallo di Iuliano su Ronaldo)

“Non ci doveva proprio essere la partita: l’Inter doveva essere in serie B visto che aveva tesserato Cordoba come comunitario e comunitario non era”. (Luciano Moggi dopo la partita di cui sopra)

“La Francia favorita dagli arbitri perché gioca il Mondiale in casa? C’è una sola squadra in tutto il mondo che è favorita dagli arbitri e non è ai Mondiali ma gioca in Italia”. (Yuri Djorkaeff)

“Mi sento derubato. Non esistono dubbi sul fallo di Iuliano. Era rigore e basta, soltanto l’ arbitro non l’ ha visto. Questa è un’ autentica vergogna, una vergogna da esportare in tutto il mondo. Mi possono anche dare una punizione o una multa, tanto non cambio idea: di fronte a episodi del genere non è giusto stare zitti. Il calcio è bello se c’è giustizia”. (Ronaldo dopo la partita del 26 aprile 1998 in cui venne atterrato in area da Iuliano)

“Questo è lo scudetto della correttezza e del rispetto delle regole”.(Giacinto Facchetti)

“Quello non è uno scudetto. Uno strano fregio che vedo sulle maglie dei giocatori ai quali comunque non appartiene”. (Pavel Nedved sullo scudetto assegnato all’Inter dopo Calciopoli)

“Senza quella banda di farabutti, non ci sarebbe stato il 5 maggio”.(Massimo Moratti)

“C’è una sola area di 25 metri in Italia e non vedo perché dovremmo fare gli struzzi”. (Josè Mourinho)

“Cosa mi piace della Juve? Mi piace di più l’Inter”. (Josè Mourinho)

“All’Inter non sapevano perdere e non hanno imparato a vincere”. (John Elkann)

“Moratti su Calciopoli mi annoia” (Andrea Agnelli)

“Mi spiace per il Giovin Signore. Non volevo annoiarlo”. (Massimo Moratti)

“Lo scudetto del 2006 assegnato all’Inter oggi potremmo definirlo al massimo lo ‘scudetto dei prescritti’, altro che quello degli onesti”. (Andrea Agnelli)