Adriano Stabile

«Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore», cantava 34 anni fa Francesco De Gregori. Perché la paura, a volte, fa davvero brutti scherzi come accaduto sabato sera contro la Germania a Zaza e Pellè, autori di veri e propri “epic fail” dal dischetto, errori clamorosi che saranno ricordati per anni.

Errori su rigore da ricordare

La storia, limitatamente al calcio italiano, è disseminata di rigori calciati malissimo in momenti di tensione agonistica più o meno alta. A Roma i tifosi con almeno 40 anni non possono dimenticare i disastrosi tiri dal dischetto di Bruno Conti e Francesco Graziani nella finale di Coppa dei Campioni persa ai rigori contro il Liverpool nel 1984, in casa. L’ala mundial sparò altissimo sopra la traversa che Cicciogol scheggiò pochi istanti più tardi. «I ricordi non sono certo belli perché nulla è peggio che arrivare a una finale di Coppa dei Campioni e perderla ai rigori, davanti ai tuoi tifosi», disse Conti nel 2000, rievocando l’epilogo di quel match.

Dieci anni più tardi, nella finale del Mondiale negli Stati Uniti, la nazionale italiana di Sacchi fu condannata dai tiri al cielo di due specialisti, che certamente non mancavano di personalità: capitan Baresi, che fallì il primo penalty, e Roberto Baggio, che sparò sopra la traversa il rigore decisivo, consegnando il titolo al Brasile di Romario e Bebeto.

Costacurta butta via l’Intercontinentale

Indolore, per fortuna, è stato il maldestro rigore di Cabrini nel primo tempo della finale mondiale del 1982: gli azzurri avrebbero assorbito il colpo vincendo la partita, e la coppa, nel secondo tempo, grazie ai gol di Rossi, Tardelli e Altobelli. Germania Ovest battuta 3-1 e Mondiale in mano ai ragazzi di Bearzot. Le gare internazionali, si sa, producono tensioni particolari che fanno brutti scherzi anche ai più esperti: nell’Intercontinentale 2003 tra Milan e Boca Juniors, dopo il rigore parato a Pirlo, la frittata rossonera fu completata da Seedorf, che calciò altissimo, e dall’errore marchiano di Costacurta, che tentò il tiro di potenza trovando invece una conclusione moscia e centrale, facilmente respinta a piedi uniti dal portiere argentino Abbondanzieri. Nel novembre 1986, a Torino, il difensore della Juve Luciano Favero calciò malamente a lato il rigore che consegnò al Real Madrid il passaggio del turno negli ottavi di finale di Coppa dei Campioni, mentre il romanista Cassano, in un’infausta trasferta a Brescia del gennaio 2002 in Coppa Italia, scivolò al momento del tiro sparando al cielo il pallone.

Cucchiai sbagliati, anche Totti e Vialli nella storia

Gli errori precedenti diventano poca cosa a confronto dei “cucchiai” malriusciti, quando la beffa tentata al portiere avversario si trasforma in gogna per il tiratore. Gianluca Vialli si fece ipnotizzare dal torinista Marchegiani, in Coppa Italia, il 19 febbraio 1991, ma la sua Samp riuscì comunque a passare il turno e, soprattutto, a dimenticare ogni brutto ricordo vincendo lo scudetto in quella storica stagione. Anche il re italiano del cucchiaio, Francesco Totti, fece un’epica figuraccia contro Sicignano del Lecce il 22 settembre 2004. Tiro a palombella lento e centrale bloccato con disinvoltura dal portiere salentino: Totti la prese male, anche perché la sua Roma, già in crisi a inizio stagione, pareggiò quella partita 2-2. Errore indolore invece per il suo amico Daniele De Rossi, che il 28 ottobre 2007 calibrò male il cucchiaio al Meazza, scavalcando portiere e traversa. Per sua fortuna i giallorossi riuscirono a mantenere il gol di vantaggio che avevano sul Milan, tornando a casa con un successo per 1-0 firmato da Vucinic.

Mancini diede del deficiente a Inzaghi

Indolore, per il risultato, fu anche la figuraccia di Simone Inzaghi che, in Lazio-Reggina 2-0 del 2 dicembre 2000, servì il cucchiaio in bocca al portiere Taibi. In panchina Roberto Mancini, ex fuoriclasse e vice dell’allenatore laziale Eriksson, si lasciò andare a un «guarda ‘sto deficiente», immortalato dalle telecamere. «Ricordo quando Mancini diede del deficiente a Inzaghi per un cucchiaio maldestro su rigore –le parole di Eriksson, ridendo di gusto, un paio di mesi fa al Corriere dello Sport – Simone la fece grossa, e fece arrabbiare anche me perché il rigorista era Hernan Crespo. Ma Mancio era quello che aveva insistito per prendere Inzaghi dal Piacenza e col suo arrivo si vinse lo scudetto».

Miccoli, errore contro la combine

Esiste infine un caso limite: l’errore che, probabilmente, va elogiato. Fabrizio Miccoli, in un Palermo-Bari 2-1 del 7 maggio 2011, calciò goffamente tra le braccia del portiere Padelli. Quel penalty finì successivamente nell’inchiesta sul calcioscommesse di Cremona con una nota di merito per Miccoli: secondo il pentito Gervasoni, il fantasista del Palermo aveva capito dall’atteggiamento in campo che il Bari puntava a subire tanti gol e, più o meno inconsciamente, avrebbe così deciso di far saltare le scommesse illegali tirando male quel penalty. Non tutti gli errori vengono per nuocere.