Redazione

Quando si vedono i fantasmi, quando il fondo della classifica è più vicino di quel che dovrebbe essere, la soluzione sembra sempre la più semplice: paga l’allenatore. È così in tutte le società del mondo ed il Genoa non può certo fare eccezione. Ecco perchè Ivan Juric perde il posto per la seconda volta in neanche un anno. Ma sotto la Lanterna, sponda rossoblu, la procedura spesso e volentieri comprende un altro passo da compiere. Si esonera l’allenatore e si chiama il proprio, amatissimo, acchiappafantasmi personale. Quando la retrocessione aleggia, al Genoa arriva Davide Ballardini. E anche questa stagione non fa eccezione.

Ballardini arriva, salva la squadra e se ne va

Non c’è due senza tre, perchè il Ballo è già stato due volte sulla panchina del club più antico d’Italia. In entrambi i casi a campionato in corso e riuscendo a regalare a Preziosi una salvezza più che tranquilla. Senza però mai ricevere una conferma per la stagione successiva, perchè il presidente lo ha sempre ringraziato per il lavoro svolto e salutato. Prima ha scelto Malesani, poi Liverani. E Davide Ballardini ha continuato il suo lungo girovagare, come da tradizione andando a prendersi casi disperati, trasformandoli in piccoli miracoli. Non è un caso che sia quasi sempre lui il prescelto. Cagliari, Palermo, il modus operandi è più o meno sempre lo stesso. Arriva, salva la squadra e se ne va.

Nel 2010/11 subentra a Gasp…

A Genova è accaduto per la prima volta nella stagione 2010/11, quando dopo quasi cinque anni termina la prima era Gasperini. Otto punti in undici partite sono pochi per un Genoa che può schierare, tra gli altri, Criscito, Toni, Palacio e Kucka. Ma a prendere le redini della squadra rossoblu arriva Ballardini, reduce dalla non brillante esperienza alla Lazio. Viene da pensare che il problema a Roma sia stato iniziare il campionato sulla panchina, piuttosto che prendere la squadra in corsa, perchè sotto la Lanterna si rivede il vero Ballo, che non solo tira fuori il Genoa dalle sabbie mobili della bassa classifica, ma lo porta ad un ottimo decimo posto, vincendo tra l’altro sia il derby d’andata che quello di ritorno.

…e due anni dopo a Del Neri

Ma non basta per la conferma, e allora meglio continuare a cercare imprese impossibili. Ma i tifosi del Genoa non dimenticano e quando nel 2012/13 Preziosi esonera Del Neri, che a sua volta era già subentrato a De Canio alla nona giornata, la soluzione appare a tutti particolarmente ovvia. Ballardini si siede di nuovo sulla panchina del Grifone alla giornata 22, con il Genoa in piena lotta per la retrocessione, ma soprattutto con un esordio da brividi: allo Stadium, contro la Juventus che terminerà il campionato da imbattuta. Nessun problema, perchè la seconda esperienza rossoblu inizia alla grande, con un pareggio meritato e che regala la fiducia necessaria. E alla fine, neanche a dirlo, la squadra si salva comodamente con due giornate d’anticipo.

Comprensibile quindi la decisione da parte di Preziosi di affidarsi al proprio personalissimo talismano. Il campionato è iniziato da poco, ma questo Genoa sta zoppicando molto più di quanto il presidente e i tifosi possano accettare. E se cambiare è stato necessario, meglio almeno andare sul sicuro. E la storia insegna che con Davide Ballardini il Grifone è in buone mani.