Adriano Stabile

Quale è stato il passato da calciatore degli allenatori impegnati agli Europei di Francia? Ve lo raccontiamo su Sportimes.it in due puntate: qui ritroverete le vittorie di Deschamps, le fugaci apparizioni in Serie A di De Biasi, i gol di Iordanescu, la sfortuna di Sluckij, la bellezza e il talento di Nawalka, le lontane sfide contro l’Italia di Fomenko e Kozak.

Le carriere da calciatori dei ct

Didier Deschamps (Francia, girone A): Da calciatore ce lo ricordiamo bene, in quanto centrocampista robusto, lucido e tecnico della Juventus dal 1994 al 1999. Nella nazionale francese ha giocato 103 partite, segnando 6 reti e vincendo, da capitano, i Mondiali del 1998 e gli Europei del 2000. Da ricordare anche la sua militanza nell’Olympique Marsiglia. Infinito il suo palmares che comprende anche 3 campionati francesi, altrettanti in Italia, due Champions League e una Coppa Intercontinentale. Ha lasciato i campi verdi nel 2001, con la maglia del Valencia.

Gianni De Biasi (Albania, girone A): Buon centrocampista, non raggiunge livelli eccelsi, ma riesce comunque a giocare per un paio di stagioni in Serie A, titolare con il Pescara nel 1977-78 e con il Brescia nel 1980-81. Proprio nelle Rondinelle vive la sua esperienza più lunga, tra il 1978 e il 1983, chiusa però con una doppia retrocessione, dalla massima serie alla C1. A 19 anni aveva raccolto anche un paio di panchine in Serie A con la maglia dell’Inter, che l’ha lanciato nel calcio professionistico. Ha giocato anche nel Palermo, nel Vicenza e nel Treviso, chiudendo nel 1989, a 33 anni.

De Biasi Pescara

Figurine Panini 1977-78

 

Vladimir Petkovic (Svizzera, girone A): Ha fatto il calciatore per quasi 20 anni, anche lui da centrocampista. Fino al 1987 ha giocato nella natia Jugoslavia, per poi trasferirsi in Svizzera, sua terra adottiva soprattutto dopo lo scoppio della guerra balcanica nel 1991. Pur essendo dotato di discreta tecnica, spesso è rimasto relegato tra le riserve, soprattutto a inizio carriera, nel Sarajevo, con cui ha vinto un campionato jugoslavo da comprimario (2 presenze) nel 1984-85. Nella sua militanza in terra elvetica ha cambiato numerose squadre, togliendosi buone soddisfazioni soprattutto nel Martigny (8 gol segnati nel 1989-90), nel Chur 97 (19 reti tra il  1990 e il 1993) e nel Bellinzona (8 reti tra il 1993 e il 1996, pur con una retrocessione dalla Serie B alla Serie C svizzera). Ha però sempre militato nelle divisioni cadette a parte 6 gare nel massimo campionato con la maglia del Sion, nel 1988-89. Da tecnico ha iniziato lavorando come allenatore-giocatore nel Bellinzona e nel Malcantone Agno a fine anni ’90.

Anghel Iordanescu (Romania, girone A): Centravanti dalla buona tecnica e ottimo goleador, è stato una colonna della Steaua Bucarest e della nazionale romena negli anni ’70. E’ tuttora il miglior cannoniere della storia del suo club con 155 reti in 317 gare giocate tra il 1968 e il 1982. Ha chiuso la carriera nell’Ofi Creta, in Grecia, nel 1984. Poco dopo è diventato assistente tecnico della Steaua, tornando sorprendentemente in campo soltanto in occasione della finale di Coppa dei Campioni vinta dai romeni ai rigori contro il Barcellona il 7 maggio 1986. Ha vinto anche due scudetti e un titolo di capocannoniere romeno (nel 1981-82 con 20 reti). Nella sua bacheca ci sono pure cinque coppe di Romania. In nazionale conta 64 presenze e 26 reti, tra il 1971 e il 1981: ha affrontato l’Italia nel 1972 (3-3 a Bucarest) e nel 1976 (4-2 per gli azzurri a Milano) senza riuscire a segnare.

Iordanescu 1986

Iordanescu e l’allenatore Jenei, a destra, con la Coppa Campioni 1986

 

Chris Coleman (Galles, girone B): Da calciatore è stato un buon difensore, con all’attivo 32 presenze e 4 reti nella nazionale gallese tra il 1992 e il 2002. Cresciuto nel Manchester City, ha poi giocato nello Swansea (1987-91), Crystal Palace (1991-95), Blackburn Rovers (1995-97) e Fulham (1997-2001), disputando quattro campionati nella massima divisione inglese. Con la maglia del Galles ha sfidato due volte l’Italia, perdendo 3-0 nel 1996 a Terni e 2-0 nel 1998 a Liverpool. Ha vinto due Coppe gallesi giocando così anche in Coppa delle Coppe con lo Swansea.

Roy Hodgson (Inghilterra, girone B): Il 69enne ct inglese ha un modesto passato da calciatore. Cresciuto nel Crystal Palace senza mai arrivare in prima squadra, ha vivacchiato tra i semiprofessionisti inglesi, giocando nel Tonbridge Angels (1966-69), Gravesend & Northfleet (1969-71), Maidstone United (1971-72), Ashford Town (1972-73), Berea Park (1973-74, in Sudafrica) e Carshalton Athletic (1974-76). Già a 24 anni, nel Maidstone United, ha iniziato a lavorare come assistente dell’allenatore Bob Houghton, pur continuando a giocare. Ha appeso gli scarpini al chiodo nel 1976, a 29 anni, per dedicarsi a tempo pieno alla carriera di allenatore.

Leonid Sluckij (Russia, girone B): Sfortunatissima la carriera da calciatore del 45enne ct russo, che è stato un promettente portiere. Giovanissimo, quando era estremo difensore del Zvezda Gorodišče, è stato costretto all’addio per una brutta caduta da un albero. «Avevo 19 anni – ha raccontato Sluckij al magazine dell’Uefa nel settembre 2014 – giocavo per lo Zvezda Gorodišče nella seconda divisione russa. Provavo a diventare un buon portiere, ma ero alle prese con un infortunio. La mia vicina di casa mi chiese di salvare il suo gatto che si era arrampicato su un albero all’altezza del terzo piano. Non ero bravo ad arrampicarmi, ma salii tra i rami, cadendo e aggravando il mio infortunio al ginocchio».

Jan Kozak

Jan Kozak

Jan Kozak (Slovacchia, girone B): Soltanto omonimo del più giovane ex attaccante della nazionale slovacca (che ha avuto anche una breve apparizione nel West Bromwich), ha avuto una buona carriera tra gli anni ’70 e ’80 come mezzapunta. Ha militato soprattutto nel Lokomotíva Košice, vincendo però il titolo cecoslovacco con la maglia del Dukla Praga nel 1982. E’ stato premiato come calciatore cecoslovacco dell’anno nel 1981, quando aveva 27 anni. Ha giocato 55 partite, segnando 9 reti, nella nazionale cecoslovacca, partecipando agli Europei 1980 e ai Mondiali 1982 (in questo secondo caso senza mai giocare). Era in campo a Napoli contro l’Italia nella finale per il terzo posto vinta dai cechi ai rigori a Euro ’80. Tra l’86 e l’88 ha militato anche nel Seraing, in Belgio, e nel Bourges, in Francia.

Joachin Löw (Germania, girone C): E’ stato un centrocampista offensivo capace di segnare parecchi gol, ma non ha mai sfondato in Bundesliga, trovando la sua dimensione ideale nella Serie B tedesca. Si è messo in luce a 20 anni realizzando 14 reti con la maglia del Friburgo nella 2. Bundesliga Süd del 1979-80. Approdato allo Stoccarda, ha trovato pochissimo spazio nel massimo campionato. Gli è andata poco meglio nell’Eintracht e così è tornato al Friburgo, arrivando a 17 gol segnati nell’83-84. Fallito l’ultimo approdo in Bundesliga con il Karlsruher, è tornato definitivamente al Friburgo segnando ancora parecchio nella 2. Bundesliga. Ha concluso la carriera in Svizzera militando, tra il 1989 e il 1995, nello Schaffhausen, nel Winterthur e nel Frauenfeld. Conta 4 presenze nella nazionale under 21 della Germania Ovest.

Michael O’Neill (Irlanda del Nord, girone C): Centrocampista avvezzo ai cambi di maglia, ha militato nel campionato nordirlandese, inglese, scozzese e statunitense tra il 1984 e il 2004. Debutta a soli 15 anni tra i professionisti con il Coleraine e a 18 passa al Newcastle, mettendosi in luce con 12 reti realizzate al debutto nel massimo campionato inglese. Frenato da un infortunio, va a giocare in Scozia nel Dundee United e nell’Hibernian. Torna poi in Inghilterra con le maglie di Coventry, Reading e Wigan, con una breve apparizione anche nell’Aberdeen, in Scozia. Dopo i 31 anni, nel 2000, inizia il suo declino: gioca nel St. Johnstone in Scozia, nei Portland Timbers negli Usa, quindi nel Clydebank in Scozia, nel Glentoran, con cui vince campionato e coppa nordirlandese nel 2003, per poi chiudere la carriera nell’Ayr United, ancora in terra scozzese, nel 2004. Conta 31 presenze nella nazionale nordirlandese, con 4 reti all’attivo tra le quali una doppietta a Belfast contro l’Austria nel 1995.

nawalka, adam 1978-2Adam Nawalka (Polonia, girone C): Buon centrocampista, ha giocato per 11 anni nel Wisla Cracovia (190 presenze e 9 gol nella serie A polacca) per poi andare a chiudere la carriera nel calcio semiprofessionistico statunitense tra il 1985 e il 1988. Ha iniziato come talento assai promettente: ha vinto il campionato polacco nel 1978 e in quello stesso anno, non ancora 21enne, è stato titolare della Polonia ai Mondiali in Argentina, risultando tra i giocatori più interessanti del torneo. I suoi compagni di squadra lo ricordano come amatissimo dalle ragazze per la sua bellezza e fortissimo in campo. Poco dopo, il primo di una serie di infortuni ne ha fermato la crescita a livello internazionale. In totale ha disputato 34 partite nella nazionale polacca, segnando un gol all’esordio nel 1977, contro l’Ungheria.

Mychajlo Fomenko (Ucraina, girone C): Difensore affidabile, dopo essere cresciuto nello Spartak Sumy e nel Zorya Luhansk, ha fatto il grande salto nel 1972, a 24 anni, andando a giocare nella Dinamo Kiev, capace di vincere Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea nel 1975, trascinata dai gol di Oleg Blochin, vincitore del Pallone d’oro di quell’anno. Fomenko era in campo in entrambe le finali, vinte contro il Ferencvaros e il Bayern Monaco. Con la Dinamo, allenata dal mitico Lobanovski, si è aggiudicato anche tre campionati sovietici (1974, 1975, 1977). Nella nazionale dell’Urss ha disputato 24 partite, di cui 4 da capitano, vincendo il bronzo olimpico nel 1976, a Montreal. L’8 giugno 1975, in una nazionale sovietica formata soltanto da giocatori della Dinamo Kiev, ha battuto 1-0 a Mosca l’Italia allenata da Fulvio Bernardini.

Dinamo Kiev 1975

Fomenko nella Dinamo ’75 è il secondo da sinistra in basso, vicino a Blochin