Adriano Stabile

Seconda e ultima puntata sul passato da calciatori dei 24 commissari tecnici impegnati negli Europei di Francia. Dopo il racconto delle carriere sul campo verde dei ct dei gironi A, B e C, oggi vi sveliamo i segreti degli allenatori degli altri tre raggruppamenti. I big di oggi sono il nostro Conte e Del Bosque, colonne del centrocampo di Juventus e Real Madrid. Anche Terim e Wilmots sono stati eccellenti calciatori, con una lunga militanza nelle rispettive nazionali. Martin O’Neill ha vissuto l’avventura più bella, quella del Nottingham Forest degli anni ’70, capace di passare dalla Serie B inglese alla vittoria in Coppa dei Campioni. Modeste invece le esperienze con gli scarpini ai piedi di Cacic, Harmen e Lagerbäck.

I ct da calciatori, le loro storie

Ante Cacic (Croazia, girone D)
Il 62enne commissario tecnico croato non ha praticamente un passato degno di questo nome da calciatore, se si eccettua una breve esperienza nel NK Prigorje Markuševec. Ha iniziato a fare l’allenatore professionista nel 1986, a 33 anni, dopo essersi laureato alla facoltà di Educazione Fisica dell’università di Zagabria e aver lavorato come elettricista in un negozio di riparazioni di televisori.

Pavel Vrba (Repubblica Ceca, girone D)
Ha fatto il calciatore senza grande successo fino al 1994, quando ha appeso gli scarpini al chiodo all’età di 31 anni per intraprendere la carriera da allenatore nel suo club dell’epoca, il Prerov. In precedenza aveva militato in diverse squadre, giocando qualche partita anche nel massimo campionato cecoslovacco con la maglia del Cheb, 12 presenze dal 1982 all’84, e militando, pur senza vedere mai il campo, nel Banik Ostrava, quarto in classifica nel 1984-85.

Vicente Del Bosque (Spagna, girone D)
Uno che ha giocato oltre 300 partite in 11 anni con il Real Madrid non può essere stato un calciatore mediocre. La carriera di Del Bosque parla da sola: mediano combattivo, dopo le prime esperienze giovanili negli anni ’60 con Salmantino e Plus Ultra (l’attuale Castilla, seconda squadra del Real Madrid), nel 1970 è approdato al Castellon in seconda divisione per poi esordire in Liga l’anno successivo, con la maglia del Cordoba. Nel 1973, a 23 anni, è stato ingaggiato dalla Merengues, con cui ha vinto 5 campionati spagnoli e 4 coppe del Re, perdendo però la finale di Coppa dei Campioni 1981 contro il Liverpool, in Francia, a Parigi, stessa sede di Euro 2016. Per cinque anni è stato anche nella nazionale spagnola, raccogliendo 18 presenze (di cui 2 da capitano)  e un gol, e partecipando agli Europei in Italia del 1980. Ha appeso gli scarpini al chiodo nel 1984.

Vicente Del Bosque

Vicente Del Bosque

 

Fatih Terim (Turchia, girone D)
L’ex tecnico di Fiorentina e Milan è stato un ottimo difensore centrale negli anni ’70. Dopo essersi messo in luce nell’Adana Demirspor, di cui è diventato capitano giovanissimo, è passato nel 1974 al Galatasaray. E’ rimasto nei giallorossi di Istanbul per 11 anni (con 434 gare ufficiali disputate), fino all’addio ai campi di gioco datato 1985, quando aveva 32 anni. Da giocatore non ha mai vinto il campionato turco, accontentandosi di tre coppe nazionali e una Supercoppa turca. Ha giocato per quasi un decennio in nazionale, per un totale di 51 presenze (31 da capitano) e 2 reti, affrontando in due occasioni anche l’Italia: nel 1978 (sconfitta 1-0 a Firenze) e nell’84 (ko 2-1 a Istanbul).

Terim Adana

Terim nell’Adana Dermispor

 

Marc Wilmots (Belgio, girone E)
In tanti lo ricordano come attaccante non tecnico ma rapinatore d’area di rigore nella nazionale belga, con cui ha giocato 70 partite, realizzando 28 reti, dal 1990 al 2002. Ha partecipato a quattro mondiali e a un Europeo. Ha affrontato tre volte l’Italia, segnando un gol nel successo del Belgio per 3-1 a Lecce del 1999.
Ha girato molte squadre di club, militando nel Sint Truiden (1987-88), Malines (1988-91), Standard Liegi (1991-96), Schalke 04 in Germania (1996-2000), Bordeaux in Francia (2000-01) e ancora Schalke 04 (2001-03). Nel suo palmares ci sono un campionato belga (1988-89), una Supercoppa Europea (1988), una Coppa del Belgio (1992-93), una Coppa Uefa (1996-97) e una Coppa di Germania (2001-02). Ha realizzato 133 gol in carriera e per tre anni è stato capitano del Belgio. La sua, insomma, è una carriera di tutto rispetto.

Martin O’Neill (Irlanda, girone E)
Una ex colonna della nazionale nordirlandese sulla panchina dell’Irlanda. Questo è Martin O’Neill, che è stato capitano dell’Irlanda del Nord ai Mondiali di Spagna ’82. Centrocampista completo, con buona visione della porta, ha giocato 64 partite segnando 8 reti nella sua nazionale. Non è fratello di Michael O’Neill, ct dell’Irlanda del Nord, né di John O’Neill, che fu suo compagno di nazionale nel mondiale spagnolo. A livello di club ha vissuto da protagonista tutto il miracolo del Nottingham Forest di Brian Clough. Arrivato al City Ground 19enne nel 1971, è retrocesso in seconda divisione prima del ritorno del Forest nel massimo campionato nel 1977, seguito da un’incredibile sequenza di successi: titolo inglese nel 1978, Coppa di Lega nel 1978 e 1979, Charity Shield nel 1978,  Coppa dei Campioni nel 1979 e nel 1980, Supercoppa Europea nel 1979. Nel 1981 ha lasciato il Nottingham per il Norwich, quindi si è trasferito al Manchester City e al Notts County prima di appendere gli scarpini al chiodo nel 1985, a 33 anni.

Antonio Conte (Italia, girone E)
Guerriero in campo come lo è diventato in panchina. La carriera di Antonio Conte da giocatore si è divisa in sole due squadre, il Lecce, club della sua città natale, e la Juventus, che gli ha dato la notorietà internazionale. Nel club salentino ha debuttato in Serie A ad appena 16 anni e 8 mesi, nell’aprile 1986, passando in bianconero, dopo cinque anni e mezzo, nel novembre 1991. Pagato 7 miliardi di lire (3,6 milioni di euro, senza contare la rivalutazione) dalla Juve, ne è diventato in pochi mesi un cardine del centrocampo. In 13 stagioni sotto la Mole ha vinto, tra l’altro, 5 scudetti, una Coppa Italia, una Champions League, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa Europea. Meno brillante la sua carriera in nazionale, con 20 presenze e 2 reti raccolte tra il 1994 e il 2000. Proprio nel 2000 è stato protagonista agli Europei in Belgio e Olanda prima che un fallaccio di Hagi lo mettesse ko nei quarti di finale, contro la Romania.

Erik Hamren (Svezia, girone E)
Centrocampista modesto, ha giocato in Svezia nel Ljusdals (1974-76, in quarta divisione) e nello Stockvicks (1976-80, tra i dilettanti), prima di lasciare l’attività ad appena 23 anni a causa di un infortunio. Da ragazzo ha tentato anche la carriera militare, arrivando al grado di sergente, e ha giocato a bandy, sport simile all’hockey su ghiaccio.

Marcel Koller (Austria, girone F)
Centrocampista svizzero affidabile e costante, l’attuale ct degli austriaci è stato un pilastro del Grasshoppers e della nazionale elvetica per oltre tre lustri. Nelle “cavallette” ha giocato ininterrottamente dal 1978 al 1996, disputando 428 partite di campionato (con 58 gol segnati) e vincendo 7 titoli svizzeri. Ha militato per 14 anni in nazionale, disputando 55 gare con 3 reti, e ha sfidato per tre volte l’Italia (1-1 nell’84, 0-0 nell’87 e 1-0 per gli azzurri nel ’90). Al canto del cigno della sua carriera, ha affrontato la sua unica grande manifestazione internazionale, l’Europeo del 1996 in Inghilterra, pareggiando peraltro la partita d’esordio a Londra proprio contro i padroni di casa.

Lars Lagerbäck (Islanda, girone F)
Di nazionalità svedese, Lagerbäck è stato un modesto calciatore in patria, tanto da abbandonare l’attività a 26 anni, nel 1974. Centrocampista, cresciuto nel semisconosciuto club dell’Alby FF, è passato nel 1969 al Gimonäs, società polisportiva la cui sezione calcistica è stata sciolta nel 1996. Nel Gimonäs, che all’epoca sfiorò in due occasioni la promozione nella Serie B svedese, ha svolto contemporaneamente l’attività di calciatore, peraltro vedendo poco il campo, e quella di impiegato del club. Nel frattempo si è anche dedicato agli studi di scienze politiche ed economia prima e di scienze motorie e della salute successivamente. Dal ’77 è diventato allenatore a tempo pieno.

Fernando Santos (Portogallo, girone F)
Nativo di Lisbona, ha spiccato il volo nel calcio che conta affermandosi nelle giovanili del Benfica, che ha lasciato nel 1973 per giocare nell’Estoril. Difensore non eccelso, ma costante, ha debuttato nel massimo campionato portoghese nel 1975 collezionando 91 presenze e 2 reti nell’Estoril per poi passare, nel 1979, al Maritimo. Nel 1980 è tornato all’Estoril, giocandovi per altre sette stagioni, prima di appendere gli scarpini al chiodo nel 1987, a 33 anni. Non è mai riuscito ad arrivare a vestire la maglia della nazionale lusitana.

Bernd Storck (Ungheria, girone F)
Ex difensore tedesco, ha avuto una carriera breve ma vissuta tutta in Bundesliga, a buoni livelli. Ha esordito nel massimo campionato di Germania nel maggio 1982, a 19 anni, nelle file del Bochum. Nell’estate del 1983 è passato al Borussia Dortmund con cui ha giocato per 6 stagioni prima di dire addio, appena 26enne, nel 1989. L’ultimo match della sua carriera, datato 24 giugno 1989, è stata la finale di Coppa di Germania Ovest vinta 4-1 contro il Werder Brema a Berlino. Quello è stato anche l’unico trofeo vinto da Storck nella sua breve parabola da calciatore. Conta 171 presenze e 8 gol in Bundesliga oltre a 7 presenze nella nazionale under 21 della Germania Ovest, raccolte tutte nel 1983. Ha giocato anche 2 gare in Coppa Uefa, con il Dortmund, nel 1987-88.