Redazione

Under 21 in Polonia con un solo obiettivo: vincere. Si può. Anzi. Si deve. Erano anni che il calcio italiano non esprimeva una Nazionale così forte e completa in tutti i reparti.

PORTIERI – Fra i pali, Gigio Donnarumma. Un lusso. L’unica incognita è rappresentata dal vespaio generato dalla rottura con il Milan. Se il ragazzo riuscirà ad estraniarsi dalle polemiche, la porta è blindata. Qualora il portierone accusasse qualche calo, pronti Cragno, artefice della promozione con il Benevento, e Simone Scuffet, un altro predestinato. E se l’Europeo gli regalasse una favola?

DIFENSORI – Unica assenza di livello: Romagnoli. Il centrale del Milan ha alzato bandiera bianca e non sarà della spedizione polacca. Le risorse, comunque, non mancano. Coppia centrale ben assortita composta da Caldara e Rugani, due che potrebbero serenamente giocare anche in Nazionale. Hanno fisico, senso della posizione, capacità di anticipo e piedi buoni. Cosa chiedere di più? Sugli esterni, tanta qualità: Barreca, Conti, Murru e Calabria calciatori in grado di interpretare le due fasi senza sbavature.

CENTROCAMPO – In media(na) stat virtus. Il centrocampo è il fiore all’occhiello di questa Nazionale. Benassi e Cataldi, Gagliardini e Locatelli, Pellegrini o Grassi. Ovunque si peschi, non si sbaglia. Il reparto è completo e offre diverse soluzioni: può giocare con pallone e cronometro, tentare improvvise verticalizzazioni, garantire inserimenti a rimorchio o soluzioni dalla distanza. In più, è composto da calciatori intercambiabili. Di Biagio ha solo l’imbarazzo della scelta, traducibile nel termine turnover. Un asso nella manica in un torneo corto e intenso in cui la condizione fisica sarà una discriminante fondamentale.

ATTACCO – Anche qui abbondanza e qualità. Petagna è rivitalizzato dalla cura Gasperini ed ha imparato i movimenti da attaccante moderno. Sebbene non segni tantissimo è indispensabile. Attacca gli spazi e li crea con la copertura del pallone. Fa salire la squadra, gioca con e per i compagni. Punto di riferimento per lo scarico sugli esterni o per i centrocampisti a rimorchio. Certo, se trova anche la via del gol, diventa un’arma non convenzionale. Altrimenti, sarà comunque utilissimo per attirare i difensori e fungere da arco per frecce acuminate e velenose come Berardi e Bernardeschi. Le alternative? Chiesa è più di un ricambio, così come Cerri.

Si inizia domenica alle 18. Appuntamento a Cracovia, con la Danimarca. Si replica mercoledi con la Repubblica Ceca e si chiude sabato con la Germania. Per raggiungere la semifinale, serve arrivare primi o piazzarsi come migliore seconda. Non riuscirci, è un delitto.