Riccardo Stefani

Quante volte ci è capitato di esultare per un goal su calcio di rigore non proprio solare e pacifico? Ammettiamolo, non poche. Gli arbitri sono esseri umani e come tali sono fallibili ma è pur vero che anche i calciatori lo sono e pure i tifosi, che spesso si ergono con più o meno cognizione di causa ad arbitri dell’arbitro. In Italia è arrivata la tecnologia ad assistere il direttore di gara aumentando altresì il numero degli assistenti e nonostante tutto le polemiche per calci di rigore concessi o non concessi, per goal annullati o meno non sembrano volersi placare. Nel resto del mondo la decisione spetta ancora alla terna arbitrale, alla vecchia maniera. Fischio. È rigore, polemiche rinviate. In quanto umano, quindi, capita che ogni tanto l’uomo calciatore abbia il coraggio di fare “la cosa giusta” o almeno quella che a lui sembra tale. E se ai suoi occhi il calcio di rigore assegnato in proprio favore è assolutamente inesistente, alla scelta tra tirarla forte sotto al “sette”, piazzata vicino al palo, fare il cucchiaio o prendere una rincorsa particolare per distrarre il portiere, si aggiunge un’altra opzione: buttarla fuori.

Decide sempre l’arbitro

Questo è quanto successo in Turchia, nella partita tra le giovanili del Balikesir e Altidornu. In un’azione degli ospiti in maglia scura, su un cross dalla destra la punta fa il movimento giusto in diagonale ad offrire un’opzione al compagno di fascia. Il guardalinee alza la bandierina, qualche piccola carambola e un po’ di confusione sono seguiti dal difensore centrale del Balikesir che si sistema con le mani la palla sul presunto punto di battuta del calcio di punizione per fuorigioco. Piccolo dettaglio: l’arbitro non ha fischiato. È vero, il fuorigioco è stato ravvisato dall’assistente ma è del giudice di gara il potere di fermare il gioco.

Il fair play inizia sin da giovani

Mani in area a gioco non fermo, per il regolamento è calcio di rigore. A qualche protesta segue il ripristino dell’ordine: tutti fuori area, Bariscan Altunbas va sul punto di battuta. L’attaccante turco, sedicenne, posiziona la palla sul dischetto senza mancare in accuratezza. Ci pensa un po’, esita ancora. Ecco, parte la rincorsa, due passi, torsione e tira… in fallo laterale. Neanche a dirlo, a questa scena seguirà uno scroscio di applausi dei tifosi di casa. In tale giornata è stato ricordato al calcio europeo che il nesso “fair-play” nasce con un’accezione positiva, mentre soprattutto in estate e a gennaio viene solo ricordato negativamente con la parola “finanziario” accanto.

Non è la prima volta che accade un fatto simile o almeno così a qualcuno fa piacere che si creda. Meno di un anno fa molti ricorderanno il video divenuto virale che vedeva protagonista Pato, disperato per un rigore “sbagliato” all’ottantasettesimo minuto e Lin Wang, avversario di turno, che alzando il pollice sembra approvare sarcasticamente. Il giocatore cinese, a fine partita giustificherà il gesto come un ringraziamento nei confronti del brasiliano che evidentemente aveva manifestato disappunto nei confronti della decisione arbitrale. Sì ma il Papero aveva le mani tra i capelli…