Matteo Muoio

Diego Falcinelli ieri ha steso l’Inter con due e gol e una prestazione sontuosa; battere Handanovic dal dischetto non è mai facile, beffarlo con un lob del genere ancora meno. Di mezzo, 90’ a fare a sportellate con la retroguardia nerazzurra. Ha regalato ai suoi una vittoria storica e fondamentale, visto che l’Empoli ha pareggiato e ora dista solo 3 punti. Se il Crotone torna a credere veramente nella salvezza è soprattutto merito suo. Terzo gol consecutivo, 11 totali in campionato, quasi la metà di quelli segnati dai pitagorici, cui ha ‘fruttato’ 14 dei 20 punti conquistati. Numeri di una stagione importante che ieri ha visto il suo picco più alto. E non è un caso.

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Lo scavetto di Falcinelli ad Handanovic

Scartato dall’Inter, allevato dal Sassuolo

Per Falcinelli quella di ieri è stata una rivincita. Perché lui all’Inter c’è stato, dieci anni fa. Stagione 2007-2008, i nerazzurri lo prelevano in prestito dalla formazione di Eccellenza in cui è cresciuto, il Pontevecchio, per inserirlo nelle giovanili. Con gli Allievi Nazionali vince il campionato, ma da comprimario. Non viene preso in considerazione per la Primavera e a fine stagione torna al Pontevecchio, con cui a 17 anni gioca le prime partite in Serie D. I primi gol gli valgono la chiamata del Sassuolo, che lo inserisce nella formazione Primavera e nel 2010 lo fa esordire in B. Quindi un lungo peregrinare in una girandola di prestiti. Per il 2010-2011 è in Lega Pro al Foligno, con cui mette a referto 29 presenze e 5 gol, nel 2012 gioca una dozzina di partite in B con la Juve Stabia prima di legarsi al Lanciano, sempre in cadetteria. In Abruzzo rimane due anni, gioca tanto ma segna poco, appena 9 gol in 73 presenze. Le qualità comunque sono evidenti e convincono l’ambizioso Perugia di Camplone a puntarci per il 2014-2015. L’aria di casa fa bene a Falcinelli – è nato a Marsciano – che in biancorosso segna 14 gol e trascina i suoi al sesto posto che vale i play-off, dove gli umbri vengono eliminati dal Pescara. Sembra pronto per il grande salto e il Sassuolo lo riporta finalmente alla base. In neroverde la concorrenza è alta, in più Di Francesco ha sempre dimostrato di preferire attaccanti più leggeri. Basti pensare che due anni fa Pavoletti veniva venduto senza grossi rimpianti. Nella stagione che vede il Sassuolo centrare la storica qualificazione in Europa League Falcinelli mette insieme 3 gol in 25 presenze fra campionato e Coppa Italia. Troppo poco. Lui vorrebbe la cessione, il Sassuolo concede al massimo un nuovo prestito. E così è. Nell’ultimo giorno di mercato della scorsa sessione estiva si trasferisce al Crotone insieme al compagno Trotta. Il tempo di ambientarsi, capire quanto sia ardua l’impresa salvezza, che inizia a dare il suo grosso contributo. C’è la sua firma nella prima storica vittoria dei pitagorici in A, in casa contro il Chievo ad ottobre, quindi una tripletta da antologia a gennaio per stendere la rivale Empoli ed iniziare a credere nella salvezza. Ieri i due gol più prestigiosi, contro la squadra che lo aveva scartato. Falcinelli ha chiuso il cerchio.

Falcinelli in azione con la maglia del Sassuolo

SOGNANDO LA NAZIONALE
La maglia azzurra è il sogno dichiarato. Forse non impossibile, visto che Ventura lo ha chiamato anche per lo stage di questi giorni dopo la prima convocazione di febbraio. Il ct ne apprezza la generosità e l’abilità nel far salire la squadra. Lui dice di voler imitare Belotti e intanto studia da vice del capocannoniere granata; Il fisico robusto – 186 cm – abbinato ad un mancino veramente educato ne fanno un sostituto papabile, probabilmente avrà bisogno di misurarsi in un contesto di maggior spessore per dare peso alla sua candidatura. A giugno tornerà al Sassuolo; potrebbe rimanere in caso di cessione di Defrel, altrimenti se ne andrà a titolo definitivo. Ieri sugli spalti dello Scida c’erano due osservatori dalla Premier, anche la Fiorentina lo sta studiando.

Falcinelli allo stage di febbraio