Redazione

Alla UEFA non passano alle cose formali. O almeno, non ancora. Ormai non passa giorno senza che i tifosi del Milan non abbiano un motivo per essere sereni. Non bastasse la crisi di risultati, adesso anche questo? Cosa succede? Dalla Spagna rimbalzano voci poco rassicuranti sul futuro economico dei rossoneri.

Da Nyon a New York

I primi sospetti della UEFA al riguardo risalirebbero alla scorsa estate, quando il Milan supera il tetto dei 200 milioni di euro di spesa sul mercato. Operazioni giudicate poco chiare da Nyon, che chiede carte e garanzie, riguardanti sia il closing che i movimenti effettuati in entrata. Tutto è basato su un rischio calcolato: se si centra la Champions, si utilizzano i ricavi per ripianare i debiti accumulati. Altrimenti, si cedono due o tre top player (peraltro svalutati da questo inizio di stagione).

A queste condizioni però, dicono in Spagna, la solvibilità del debito diventa parecchio complicata. A sollevare ulteriori dubbi, c’è anche l’inchiesta del New York Times su Yonghong Li. Un’ulteriore coltre di incertezza che, secondo le voci provenienti da Madrid, sarà squarciata dalla stessa UEFA. In ballo, due possibilità: il Voluntary Agreement e il Settlement Agreement.

Voluntary Agreement

Il Voluntary Agreement è un accordo fra un club che fatica a rispettare le soglie del fair play e la UEFA (che però ha facoltà di accettarlo o meno): si sviluppa attraverso un l’elaborazione di un business plan che deve indicare investimenti, ricavi e perdite previste. Le spese possono essere quindi ammortizzate con dei piani quadriennali. Fra i ricavi però non si può indicare la futura partecipazione in Champions, ma solo entrate da tv, sponsor e marketing. Sarebbe la soluzione ideale ed è in effetti quello che il Milan ha proposto alla UEFA.

Grossolanamente, ma per capirsi: il Milan “promette” alla UEFA di spendere 100 milioni e di restituirne 25 l’anno per  i successivi quattro. Un programma che però, almeno a sentire quel che si dice dalla Spagna, non avrebbe convinto chi a Nyon si occupa dei conti del Milan. Mancano comunque conferme ufficiali al riguardo. La UEFA potrebbe quindi tendere la mano ma guai a non rispettare l’accordo. Se i rossoneri non mantenessero le promesse? Beh, sarebbero guai seri. Si rischiano multe salatissime ed esclusioni dalle competizioni europee.

Il settlement agreement

Se l’UEFA decidesse invece di prendere in mano la situazione, si passerebbe al settlement agreement, previsto dal regolamento del Fair Play Finanziario. Prevede un regime di patteggiamento fra il club che viola i parametri e gli organismi deputati al controllo. La firma del settlement è accompagnata da una sanzione finanziaria. Scendendo in termini più pratici, una vera e propria multa. La società non presenta alcun piano di rientro, ma deve concordare la “rata” e resta sotto sanzione, con il rischio del processo e delle sanzioni previste (esclusione dall’Europa compresa).

L’approccio è comunque riabilitativo piuttosto che punitivo. E da questa sono passati Psg e City che però, avendo fondi pressochè illimitati alle spalle, hanno vissuto la “multa” alla stregua di una sanzione per non aver esposto il tagliandino in un parcheggio a pagamento. Potrebbe non essere lo stesso per il Milan. A cui, tra la classifica che piange e il gioco che latita, mancherebbe solo questa per concludere un novembre nero.