Redazione

Inversione a U della Ferrari, con annessa minaccia di lasciare il Mondiale a partire dal 2021. Sergio Marchionne è stato perentorio: il regolamento a Maranello non piace, come del resto a tutti i grandi costruttori. Ma cosa è che ha irritato il numero uno della scuderia del Cavallino?

Il nuovo regolamento non piace

L’accordo ha come primo obiettivo un mondiale di F1 meno costoso e più livellato. Le soluzioni studiate riguardano il mantenimento della tecnologia ibrida e l’aumento del rumore del rombo dei motori che avranno le seguenti caratteristiche: una cilindrata di 1,6 litri con i 6 cilindri turbo e un sistema ibrido. In più il regime di rotazione del motore a 3000 giri (il che aumenterà il suono). E per ridurre i costi? Eliminazione del MGUH, alto livello di compatibilità fra motore, telaio e cambio. Regole severissime sulle tipologie di carburanti e il loro utilizzo. Quanto basta per irritare le principali case costruttrici. E pensare che appena sei mesi fa, non più tardi di inizio aprile, tutte le scuderie salutavano con piacere le idee della Liberty Media, colosso dello showbusiness che vuole rimodellare la F1.

Una Formula 1 troppo democratica

Tutta “colpa” della FIA, oltre che della Liberty Media. Ovvero di chi progetta e “vende” lo spettacolo generato dal circus. Marchionne ritiene che l’eliminazione della MGU-H ( i due componenti elettrici delle power unit, quelli che per capirci, generano corrente e la “restituiscono” alla monoposto) e la standardizzazione di componenti come le centraline e le batterie rendano la F1 molto più vicina alla Nascar che alla massima espressione di competitività automobilistica. Una visione condivisa anche da Renault e Mercedes. Insomma i grandi costruttori non vedono di buon occhio una riforma che penalizza brand e originalità. Detta in parole povere: un motore Ferrari non può essere identico a uno Mercedes e viceversa. Livellare verso il basso, non significa creare equilibrio, ma svilire la storia. Questione di marchio, storia, identità. Di cui ciascun costruttore è legittimamente geloso.

Una F1 senza Ferrari? Inimmaginabile

Un possibile addio della Ferrari alla F1 crea una serie di dinamiche che la FIA non vuole neanche prendere in considerazione: il Cavallino Rampante è parte del DNA della massima competizione motoristica, che sarebbe assolutamente depauperata, oltre che tecnicamente, del “brand” più famoso e importante del mondo. La Ferrari è una di quelle poche scuderie che non ha bisogno di vincere per entrare nell’immaginario collettivo. La Ferrari non genera sogni. Semplicemente li rappresenta, sin dalla sua nascita. Ecco perchè le parole di Marchionne stanno già rimbalzando verso piani alti della FIA e della Liberty. Che prima di trasformare la F1 e ritrovarsi senza le Rosse conteranno almeno sino a dieci.