Redazione

Per la Ferrari sta per terminare una stagione che, indipendentemente da tutti gli errori di squadra commessi nella seconda parte dell’anno, non è stata decisamente fortunata. E le qualifiche di Interlagos non hanno fatto eccezione. Ci si può lamentare per un secondo ed un terzo posto, a una manciata di centesimi dalla pole? In fondo sì, perchè a prendersi la partenza al palo non è il re delle pole position e quattro volte campione Lewis Hamilton, bensì il molto meno straordinario Bottas, che conferma la buona forma delle Mercedes, già dimostrata nelle libere, e all’ultimo giro beffa Vettel, che si dovrà quindi accontentare della piazzola accanto al leader.

Hamilton esce subito, ma la Ferrari ha poco da gioire

E Ginetto? Che fine ha fatto? Beh, Hamilton ha deciso di battere un altro primato stagionale, stavolta negativo, uscendo nel corso del Q1 e mandando la sua Freccia d’Argento contro un muro. Partirà quindi dal fondo della fila. Non gli accadeva dal GP di Cina dello scorso anno. Ci fossero state ancora possibilità per le Rosse di agguantare il titolo, al muretto Ferrari avrebbero fatto festa grande, ma ora che tutti i verdetti sono ormai stati emessi e che i risultati valgono soltanto per le statistiche, la notizia è stata presa con un po’ meno fervore. Anche perchè la graduatoria delle prove ufficiali del Gran Premio del Brasile conferma, anche in ottica campionato 2018, due cose importanti.

Bisogna restare al passo dei rivali

La prima è che le Mercedes restano più competitive delle Ferrari, anche se la differenza non è abissale come nelle stagioni precedenti e nonostante il team fosse ancora abbastanza sotto shock per l’aggressione a mano armata a scopo di rapina subita dal furgone della scuderia. La seconda è che le Red Bull si sono riprese dal torpore della prima parte dell’anno e saranno certamente avversari temibili in futuro. Il rischio, anche abbastanza concreto visto l’ottimo passo gara della vettura di Bottas, è quello di non riuscire a cogliere la vittoria (che in Brasile alle Rosse manca dal 2008, con Massa campione del mondo per trentotto secondi netti) neanche in assenza dalle prime posizioni del pilota che ha vinto il mondiale. Il che in casa Ferrari dovrebbe far riflettere sui passi in avanti che saranno necessari per rinnovare l’attacco alla scuderia tedesca e rintuzzare i tentativi di disturbo degli austriaci.

In casa Ferrari niente rivoluzioni?

In attesa dei tanto temuti sconvolgimenti regolamentari, che dovrebbero prendere piede nel campionato 2021 (con tanto di velate minacce del management Ferrari di abbandonare la Formula1), il prossimo anno le norme saranno quelle di questa stagione, quindi la Ferrari potrebbe (e dovrebbe) sfruttare gli ultimi due Gran Premi (si chiuderà ad Abu Dhabi il 26 novembre) per cominciare un lavoro in pista da traslare poi sui progetti per la vettura 2018. La coppia di piloti non cambierà, la gestione sportiva (al momento) neppure, quindi è meglio partire prima e non trovarsi impreparati. Altrimenti la grande occasione di questo 2017 rischia di diventare un rimpianto troppo grande.