Matteo Muoio

Il Feyenoord è campione d’Olanda 18 anni dopo l’ultima volta. Nessuno psicodramma, il passo falso della scorsa settimana si è rivelato indolore e ieri i ragazzi di Rotterdam hanno messo le mani sul 15esimo titolo nella storia del club grazie al successo interno contro l’Heracles. Un trionfo strameritato, un campionato dominato che gli uomini di Van Bronckhorst avevano aperto con 9 vittorie nelle prime 9 uscite. Sui biancorossi avrebbero scommesso in pochi in estate, visto che l’Ajax presentava una delle formazioni più forti degli ultimi anni – la finale di Europa League ne è la prova – e il PSV campione in carica partiva più o meno con la stessa squadra; eppure hanno vinto, grazie alla perfetta alchimia tra diversi elementi; una folta colonia di talenti provenienti dal vivaio – fattore piuttosto comune in Eredivisie, specie a Rotterdam – guidati in panchina da un tecnico ambizioso e preparato, oltrechè ex bandiera del club e colonna della Nazionale olandese, e in campo da un leader straordinario.

feyenoord-campione

La festa dei tifosi in piazza Coolsingel

Kuijt infinito, Jorgensen bomber

Non è un caso che la vittoria-scudetto contro l’Heracles porti una sola firma, quella del capitano Dirk Kuijt; una tripletta per regalarsi, a quasi 37 anni, il primo titolo nazionale in patria. Lui che dal porto di Rotterdam era partito oltre 10 anni fa per costruirsi una carriera importante tra Inghilterra e Turchia, vi aveva fatto ritorno nel nel 2015, dimostrando di essere ancora giocatore vero. Lo scorso anno chiuse a quota 19 gol, quest’anno ne ha fatti 12. Ancora meglio il suo compagno di reparto, il danese Nicolai Jorgensen: 26 anni, ex Copenaghen, è arrivato al Feyenoord la scorsa estate per poco più di 3 milioni. Il grande calcio sembrava averlo bocciato dopo esperienze poco felici, in gioventù, tra Leverkusen e Kaiserslautern in Germania, in Olanda si è rilanciato con un campionato da protagonista assoluto e i 19 gol in Eredivisie ne fanno un pezzo pregiato del prossimo mercato; ha chiesto informazioni anche la Juventus. Merita menzione Jens Toornstra. Lui di anni ne ha 28 e probabilmente il treno delle grandi occasioni è già passato, comunque quest’anno è stato uno degli uomini chiave del 4-2-1-3/4-2-4 di Van Bronckhorst: corsa e inserimenti da mezzala con piedi e numeri da 10, la sua posizione in campo ha fatto saltare spesso il banco, come i 14 gol e 10 assist in stagione.

feyenoord-campione

Kuyt e Van Bronckhorst con il “piatto” dei campioni d’Olanda

I GIOVANI DEL VIVAIO
Storicamente quella della Feyenoord è una delle migliori scuole olandesi e in questo momento il club della Mosa si sta godendo una nidiata formidabile; in difesa Van Beek, classe ’94, è riuscito a raccogliere la pesante eredità di De Vrij e guida il reparto, insieme a Kongolo – altro ’94 – forma una delle migliori coppie centrali d’Europa in prospettiva. Entrambi sono già in Nazionale. A destra corre come un treno Rick Karsdorp, classe ’95, prototipo perfetto del moderno esterno di difesa: buon piede, gran fisico, abile in entrambe le fasi, ha gli occhi di mezza Europa addosso ed è titolare in Nazionale. Il faro del centrocampo gioca con la 10, parliamo di Tony Vilhena; a 22 anni ha già raccolto oltre 140 presenze in Eredivisie e dagli esordi convive con la pesante etichetta di nuovo Seedorf. E’ nella scuderia di Raiola e in estate, col contratto in scadenza, sembrava potesse arrivare in Italia, con la Samp pronta ad accoglierlo; ha deciso però di restare a casa sua, nel club che lo ha allevato, e ha vinto da protagonista la prima Eredivisie della carriera. Come loro, anche il coach Van Bronckhorst è cresciuto in casa. A Rotterdam era nato come calciatore e vi aveva chiuso una carriera straordinaria, da lì è ripartito come allenatore. Prima assistente, poi tecnico dell’U.21, dal maggio 2015 è sulla panchina dei grandi. Per tornare a trionfare ci voleva lui, che in carriera aveva vinto tanto e sapeva cosa volesse dire indossare la maglia biancorossa. Ha portato idee nuove, ha proposto un calcio super offensivo, mutando il dogmatico 4-3-3 di scuola olandese con un 4-2-1-3 supportato da corsa e sacrificio. Lo scorso anno era riuscito a conquistare la Coppa d’Olanda, che al Feyenoord mancava da 8 anni, ieri ha riportato a Rotterdam uno scudetto atteso 18.

Nicolai Jorgensen, 19 gol in questa Eredivisie