Elisa Ferro Luzzi

La famiglia italiana, come veniva rappresentata più volte negli anni dagli spot del Mulino Bianco, non esiste più ormai da tempo. Ma la famiglia sportiva italiana esiste ancora e continua a sfornare talenti: domenica scorsa la 14 enne Larissa Iapichino, figlia di Fiona May e di Gianni Iapichino, si è resa protagonista dei campionati italiani cadetti di atletica leggera andando a vincere i 300 ad ostacoli. In tribuna c’erano i plurimedagliati genitori: lei, Fiona, due ori mondiali e due argenti olimpici e lui, Gianni, sei volte campione italiano nel salto con l’asta. Buon sangue non mente: Larissa, che ricordiamo per le diverse pubblicità girate con la mamma qualche anno fa, ha da poco lasciato la ginnastica artistica per darsi all’atletica ed ha chiuso la gara in 44.25 davanti ad una rivale quotata come la piemontese Arianna Capobianco. La ragazzina dalle leve lunghe promette bene e, visti i geni di cui è dotata, il suo futuro appare già scritto.

Fiona May si festeggia il successo della figlia Larissa Iapichino

Fiona May festeggia il successo della figlia Larissa Iapichino

Dalla famiglia Cagnotto ai Buffon, passando per Montano

Prima di lei, sono stati e sono parecchi i figli delle coppie di atleti che hanno avuto poi una fortunata carriera sportiva grazie anche al patrimonio genetico in dotazione. Come Tania Cagnotto, figlia di Giorgio Cagnotto e Carmen Casteiner, entrambi tuffatori di livello internazionale. Papà Giorgio, che ad oggi è il suo allenatore, ha fatto la storia dei tuffi italiani salendo ben otto volte sul podio tra Mondiali, Europei ed Olimpiadi. Mamma Carmen, sua prima allenatrice, è stata anche lei campionessa dal trampolino conquistando diversi titoli italiani. Questo mix incredibile di geni non poteva che tirar fuori la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi, la Tania Cagnotto che tutti conosciamo e che a Rio ha centrato uno storico bronzo dai 3 metri (dietro solo alle imbattibili cinesi) e un argento nel trampolino sincro in coppia con Francesca Dallapé. Oltre agli ori in competizioni come Europei e Mondiali.

Tania Cagnotto insieme a papà Giorgio e mamma Carmen

Tania Cagnotto insieme a papà Giorgio e mamma Carmen

Sempre guardando agli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio, come figlio d’arte troviamo Ivan Zaytsev. Colui che ha inchiodato milioni di italiani ai teleschermi insieme alla Nazionale italiana di volley argento in Brasile, è figlio dell’ex pallavolista russo Vjacelsav Zajcev, oro olimpico a Mosca 1980. Traguardo che lo Zar non ha ancora raggiunto ma che si è ripromesso di tagliare a Tokyo 2020. Geni sportivi per Ivan, nato a Spoleto nel 1988, anche da parte della mamma, la nuotatrice Irina Pozdnjakova, che all’età di 13 anni riuscì a battere il record dei 200 metri rana e nello stesso anno vinse la medaglia d’argento ai campionati Europei di Utrecht. Oltre a due medaglie d’oro nella prima edizione dei campionati Europei giovanili di Linkoping nella rana.

Ivan Zaytsev ai Giochi Olimpici di Rio

Ivan Zaytsev ai Giochi Olimpici di Rio

Gianmarco Tamberi è figlio dell’ex saltatore e primatista italiano Marco Tamberi, suo attuale allenatore, e fratello di Gianluca, primatista italiano juniores nel lancio del giavellotto. Gimbo, campione Mondiale outdoor, non ha potuto partecipare alle ultime Olimpiadi a causa di un brutto infortunio. Sempre nel salto in alto milita un altro figlio d’arte: si tratta di Roberto Azzaro, campione italiano juniores e figlio della campionessa del salto in alto Sara Simeoni ed Erminio Azzaro, anche lui protagonista di svariati trionfi della stessa disciplina.

Gianmarco Tamberi e suo padre Marco

Gianmarco Tamberi e suo padre Marco

Aldo Montano, oro olimpico nella scherma ad Atene 2004, proviene da una famiglia di grandi schermidori livornesi: Mario Aldo, il padre, Aldo, il nonno e i tre cugini del padre Mario Tullio, Tommaso e Carlo, parteciparono anche loro alle Olimpiadi sempre nella sciabola guadagnandosi tutti il podio nelle gare a squadre. Aldo all’ultima Olimpiade, la quarta della sua storia, è stato eliminato agli ottavi.

Aldo Montano

Aldo Montano

Non è partito per Rio Vincenzo Abbagnale, promettente ultimo erede della grande famiglia di canottieri di Castellamare di Stabia, squalificato per 16 mesi a causa di un ritardo ad un controllo antidoping. Il padre Giuseppe (attualmente presidente della Federazione) e lo zio Carmine sono stati uno dei binomi più vincenti nella storia dello sport, non solo del canottaggio: hanno conquistato due ori olimpici e l’argento a Barcellona 1992, nonché sette ori mondiali. Agostino, l’altro zio, di ori olimpici ne ha vinti ben tre oltre a due ori e due argenti ai Mondiali. Tutti gli Abbagnale “senior” erano allenati dallo zio Giuseppe La Mura, fratello della madre, che dal 2012 è tornato ad essere il dt della Nazionale e che adesso segue anche Vincenzo. A Rio lui non c’era, ma il canottaggio ha portato alla luce un altro membro acquisito della famiglia: Giovanni Abagnale, con una B sola, che con la gloriosa stirpe non c’entra nulla ma che si è portato a casa un bronzo olimpico sempre nel canottaggio.

Vincenzo Abbagnale tra papà Giuseppe e zio Agostino

Vincenzo Abbagnale tra papà Giuseppe e zio Agostino

E nel calcio? Non ci risultano figli di calciatori e calciatrici, ma sicuramente il “figlio dello sport” per eccellenza è Gianluigi Buffon. Il portierone della nazionale azzurra ha albero genealogico di tutto rispetto: la mamma, Maria Stella Masocco, è stata tre volte campionessa italiana di lancio del peso e lancio del disco mentre il padre Adriano ha militato nella Nazionale di lancio del peso; le sorelle Guendalina e Veronica sono state delle pallavoliste affermate. E’ parente di Lorenzo Buffon: il portiere di Milan, Genoa, Inter, Fiorentina e della Nazionale è cugino di secondo grado del nonno di Gigi.

Gigi Buffon con mamma Maria Stella

Gigi Buffon con mamma Maria Stella