Redazione

Stessimo ragionando per anzianità, dubbi non ce ne sarebbero. Wimbledon batte Coppa del Mondo di calcio… per 6-0. Forse 6-2, se volessimo essere gentili nei confronti del football. Del resto, le cifre sono semplicemente impietose. 1877 contro 1930, 131 edizioni disputate contro 20. Per nobiltà, origini e anche un po’ di snobismo, il più antico torneo di Tennis al mondo (anzi IL torneo, traducendo direttamente dall’inglese) dovrebbe stravincere contro il Mondiale. Ma qui si parla di altro. Di denaro. Di telespettatori. Di sponsor, di televisioni, di tutte cose che con lo sport c’entrano, ma fino ad un certo punto. Ed in questo la Coppa del Mondo non ha rivali, essendo (dopo le Olimpiadi) l’evento sportivo più seguito al mondo.

Wimbledon contro Russia 2018, scontro (di orari) tra titani

E siccome nello sport moderno le TV ed i contratti commerciali contano parecchio, è arrivata la richiesta che a sud di Londra tutti temevano. Che la finale maschile del glorioso torneo che si tiene sui leggendari verdi campi dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club venga spostata dal sacro orario delle 14, fuso orario di Greenwich. Motivo? Un altro fuso orario, quello di Mosca. Dove, lo stesso giorno della finalissima di Wimbledon, si giocherà un’altra partita leggermente importante: la finale della Coppa del Mondo 2018. In Russia saranno le ore 18 quando l’arbitro darà il via al match che vale il mondiale, ma a Londra saranno solamente le 16. Due misere ore dopo l’inizio della finale maschile.

Se la finale di Wimbledon dura troppo, si va in contemporanea

Con un altissimo rischio di sovrapposizione tra gli eventi, perchè se le statistiche non mentono, ben 18 delle ultime 20 finali sono terminate oltre il limite dei 120 minuti imposto dalla contemporaneità degli eventi. Di conseguenza, chi volesse vedere Wimbledon dovrebbe perdere parte (o forse tutta) della finale dei Mondiali. E vale lo stesso per chi vorrà vedere il capitano della nazionale vincitrice alzare la Coppa del Mondo, che mancherà la consegna di quella d’argento. Non è la fine del mondo, ma per chi è appassionato sia di tennis che di calcio, si impone una scelta non semplice. Il torneo tennistico più importante, contro una partita che regala la sovranità globale sul mondo del calcio. Bisognerebbe trovare una soluzione.

Tradizione contro business

Ma non è semplice. Da una parte, ovviamente quella di Wimbledon, c’è il richiamo a una delle tradizioni storiche dei Championships. Iniziare ad un orario diverso dalle canoniche 14 sarebbe come smettere di chiamare i tennisti Mr o Mrs, o come impedire al falcone Finnegan di scacciare i piccioni dai campi ogni mattina in cui si disputa il torneo. Non è fattibile e rovinerebbe la leggendaria aura dell’evento. Dall’altra parte, da Mosca, c’è la pressante necessità di disputare la finale proprio alle 18 locali. Perchè? Ovviamente, colpa delle TV. L’orario è stato scelto con cura per permettere una trasmissione in tutto il mondo in fasce “comode” per ogni continente (e garantire maggiori rientri pubblicitari). A est, per esempio, il match inizierà a tarda sera, ma non durante la notte. Nelle Americhe il calcio d’inizio corrisponderà più o meno con l’ora di pranzo, mentre in Europa e in Africa, fuso in più, fuso in meno, con la metà del pomeriggio. Un bel braccio di ferro, in cui nessuna delle due parti pare disposta a cedere.

E quindi, che si fa?  Forse il 15 luglio 2018 sarà il caso di tenere in casa due televisori, o almeno di qualche device che permetta la visione contemporanea di più eventi sportivi. L’impressione è che potrebbe fare decisamente comodo…