Augusto Ciardi

FIFA (e federazioni continentali varie) contro club. Sfida eterna. Non scomodiamo il Bene avverso al Male ma da quasi cinquant’anni i conflitti, soprattutto di interessi, mettono da una parte i massimi organismi calcistici mondiali, dall’altro le società che pagano atleti perennemente a rischio infortuni, che diventano iatture se il danno se lo procurano in acque internazionali. Milik e Montolivo, le ultime leve sacrificate sull’altare della patria. Diagnosi impietose, decorsi post operatori altrettanto. Ma se l’Italia per Montolivo è una specie di criptonite (una tibia al Craven Cottage nel 2014, un legamento allo Juventus Stadium giovedì), la Polonia per Milik è l’accetta che spunta il Napoli privandolo dell’attaccante che aveva appena iniziato il percorso di cancellazione di Higuain. Quattro mesi di stop almeno, arrivederci (e in bocca al lupo) a metà primavera. Qualche giorno prima Pjaca aveva corso il serio rischio di fermarsi per due mesi e non per poche settimane.

Le convocazioni in Nazionale: gioie e dolori

Ti convocano in Nazionale, esulti, rispondi presente. Convocano un tuo calciatore in Nazionale, e se non imprechi, preghi. Che torni sano e salvo. Il pallone racconta che le gambe di Gigi Riva saltarono due volte in azzurro, la seconda nel 1970. Lo sciagurato nazionale dell’Austria Hof spezzò tibia, perone e sogni di gloria del Cagliari che con lo scudetto sul petto, perdendo il suo bomber crollò dal primo al settimo posto in A, e uscì agli ottavi di Coppa dei Campioni. Prime polemiche per un calcio che trattava come oggetti i calciatori, i diritti dei quali sarebbero stati legittimati un decennio dopo.

Nel 1998 Sergio Cragnotti provò ad azzannare la Federcalcio dopo aver visto il suo capitano Alessandro Nesta piangere e tenersi con le mani rotolandosi a terra il ginocchio saltato ai Mondiali, contro l’Austria (ancora l’Austria). Quella del patron della Lazio fu una guerra persa perché non ottenne alcun risarcimento dalla FIGC, con un indennizzo poco consolatorio arrivato dall’assicurazione sugli infortuni del suo difensore. Guerre perse, come quelle combattute da millanta club negli ultimi 30 anni. Arrabbiature, tante. Conseguenze, poche. Oggi esiste il Protector Program della FIFA, che in base all’ingaggio del calciatore infortunato (se lo stop è superiore alle 4 settimane), contando i giorni di inattività, prevede un indennizzo a favore del club che comunque non potrà superare i 7,5 milioni di euro (il Napoli per Milik otterrà circa 600 mila euro).

(ph. tratta da www.ilnapolista.com)

(ph. tratta da www.ilnapolista.com)

Ma in termini sportivi ed economici, per quanto non calcolabili al centesimo, i danni per le società possono essere nettamente superiori. Occupiamoci di quelli sportivi. È possibile andare incontro quantomeno agli allenatori che numericamente perdono un uomo e qualitativamente perdono un calciatore di caratura internazionale? Si può portare una modifica condizionata al calendario delle negoziazioni dei calciatori? Il calciomercato prevede due sessioni di contrattazioni, due mesi estivi, uno invernale. Luglio e agosto, e poi gennaio. In mezzo le trattative si impostano, i calciatori si studiano, si corteggiano. Hai problemi di organico? Oggi a mercato chiuso ci provi con lo svincolato. Si fa male Milik e la prima cosa che viene in mente alle redazioni sportive è tirare giù la lista dei senza contratto. Sarà ancora buono Klose? Avrà ancora voglia di giocare a pallone Osvaldo? Che fine ha fatto Adebayor? Questo passa il convento, se vi pare. Altrimenti ripassare a gennaio, bussando a denari. E allora perché la Fifa non concede deroghe? Almeno per indorare la pillola amara dello stop. Basterebbe poco, una concessione in via eccezionale. Basterebbe permettere al club che subisce il danno causato dall’infortunio in Nazionale di un suo tesserato di tornare sul mercato per un mese, per reperire un pari ruolo. Tale possibilità si concretizzerebbe se lo stop fosse superiore ai due mesi, certificato da visita fiscale.

UNA PROPOSTA INNOVATIVA PER FAVORIRE IL CLUB PENALIZZATO
Nel weekend Milik si è procurato la rottura del legamento? Il Napoli ha tempo fino al 10 novembre per trovare un sostituto. Lo individua, lo tratta, se raggiunge l’intesa lo tessera. Chiaramente non otterrebbe Icardi dall’Inter o Suarez dal Barcellona, perché chi eventualmente potrebbe ascoltare De Laurentiis e Giuntoli a stagione in corso potrebbe liberare un esubero, un sotto utilizzato, un bocciato. Non farebbe un favore a una rivale, magari valuterebbe il cartellino del calciatore in questione. Sicuramente non gli cederebbe una colonna della squadra. Ci guadagnerebbero tutti. Acquistare sarebbe una possibilità, cedere un’opportunità. La lunga stagione del calcio prevede tre soste nel terzo quadrimestre dell’anno solare, una delle quali a inizio settembre, quando la sessione estiva di mercato è appena conclusa. Di solito si parte per i ritiri delle Nazionali mentre sta suonando il gong che chiude le negoziazioni. Per evitare la beffa dell’infortunio in Nazionale, basterebbe spostare in avanti la data di chiusura della sessione estiva di dieci giorni. Le due successive soste cadono a ottobre e novembre. Poi di norma se ne riparla a marzo (per qualificazioni a Mondiali ed Europei). I calciatori africani impegnati nella coppa continentale salutano i club a fine dicembre per difendere i colori nazionali a gennaio, quindi le finestre supplementari di mercato non li riguarderebbero (se si infortunassero in Coppa d’Africa) perché vanno via quando la sessione di mercato invernale è aperta. La finestra di mercato speciale, non sarebbe invasiva, non modificherebbe sostanzialmente gli equilibri ma in parte renderebbe giustizia ai club che pagano, a differenza delle Nazionali.

LAPADULA PER DIAWARA: COSI’ SI POTREBBE FARE
Se la finestra di mercato speciale fosse aperta, magari Napoli e Milan si leccherebbero a vicenda le ferite. A Sarri manca una punta. A Montella un centrocampista. Al Milan in estate è arrivato Lapadula, doveva sostituire Bacca che non è mai partito. Lapadula non ha spazio. Fu cercato dal Napoli. Al Napoli in estate è arrivato Diawara, centrocampista di belle speranze in rotta col Bologna. Avrebbe bisogno di minuti che al momento Sarri non può concedergli. Piaceva anche al Milan. Con la finestra speciale di mercato oggi Napoli e Milan potrebbero scambiarsi Diawara e Lapadula.