Luca Marchetti

Tante volte raccontando le trattative vi abbiamo detto che ci voleva l’ok di tre parti: la società che vende, quella che compra e il giocatore. Ma non tutte e tre hanno lo stesso peso. Quella del giocatore pesa di più, da sempre. Ed è per questo che quando un giocatore si mette in testa di andare da qualche parte o ha preso una decisione diventa difficile poter indirizzare la trattativa (almeno con tempistiche brevi) da un’altra parte.

Donnarumma insegna che questo vale anche per presunti interessi economici o di una quarta parte (quella del procuratore). Da quando abbiamo cominciato a parlare della questione portiere per il Milan abbiamo sempre detto che Gigio era sempre stato rossonero che sarebbe voluto rimanere il più a lungo possibile a Milanello. Poi invece la decisione comunicata era di altro tipo, l’opposto. Non che mancassero i segnali, anzi. Il no era previsto, ma comunque clamoroso. Perché strideva con la coscienza del giocatore. E infatti dopo un paio di settimane si è arrivati all’accordo totale, dopo il primi tre giorni di tentennamenti e i rimanenti 10 di grandi manovre di avvicinamento. Non hanno pesato i 13 milioni pronti del PSG all’anno, né i rapporti burrascosi di Raiola con Mirabelli. Ha prevalso la volontà del giocatore: alla fine – nonostante numerosi consigli – ha fatto quello che avrebbe voluto da sempre: rimanere al Milan.

Gigio Donnarumma resterà al Milan

Stesso discorso si può fare al contrario per Borja Valero. Da questo audio – presunto ma mai smentito – in cui si dice amareggiato per tutto quello che gli sta succedendo intorno si può dedurre una volontà. Contro quelli che sono da sempre state le use convinzioni (cioé di rimanere a Firenze) rimane costretto a lasciare la sua vita per andarsene. Questo il suo punto di vista, l’esito finale di una guerriglia sotterranea, fatta di nervi logorati, prospettive disattese, silenzi maldigeriti, offerte faraoniche. La Fiorentina formalmente dice che nessun giocatore partirà almeno che non sia lui a chiederlo. Ora è come se Borja Valero lo avesse chiesto.

Raccogliere uno sfogo privato di un giocatore e farlo diventare pubblico non è mai una bella cosa. Si invade la sfera personale, ma fa capire almeno la contrapposizione dei due soggetti. Che pubblicamente per educazione, stile e forma non avrebbero mai fatto “esplodere” il problema. Ora la Fiorentina, invece di capire la frustrazione del ragazzo, pubblicamente minaccia multe e azioni legali. La rottura è completa. Se serviva un motivo per iniziare pubblicamente la trattativa con l’Inter eccolo. A maggior ragione ora Borja sarà infastidito, non accettando ancora di più una situazione giunta al limite. Ancora una volta la volontà. La volontà di cambiare aria nonostante tutto. Nonostante l’affetto del giocatore verso una città o una tifoseria.