Redazione

Zero top player. 50Mila cuori. Quanto basta per un Inter-Fiorentina sotto 100 mila occhi carichi di passione, attesa e speranza. Vuoi vedere che qualcosa è cambiato? Questa l’ho già sentita…Paradossi tipici da Inter. Un mercato “normale” è sufficiente per restituire un San Siro traboccante di passione nerazzurra. E forse il segreto è proprio in quel termine. “Normale”. Erano anni che l’Inter non passava un’estate senza cambi di proprietà, esoneri, addii più o meno dolorosi. Un precampionato finalmente sereno. L’Inter arriva ad agosto senza problemi. Anzi, con fiducia. Roba che spaventa: non si vedeva da anni.

Nessun fenomeno, gioca l’Inter

Dopo anni in cui la gestione dell’Inter è stata piuttosto (sin troppo, secondo i tifosi) comprensiva, qualcosa è cambiato. Spalletti ha preteso lavoro, professionalità, attaccamento alla maglia. L’idea è molto semplice: vincere tutte le partite. Chiaramente è impossibile da realizzare, ma l’obiettivo è puntare al massimo per ricavarne il meglio possibile. Tradotto: questa squadra non si pone un obiettivo. L‘idea è stare lassù, in cima alla classifica, o perlomeno nei paraggi, giusto per capire l’effetto che fa. Il progetto è legato all’ambiente: Spalletti protegge la squadra e torna diverse volte sul concetto. Fondamentale ragionare come collettivo. Tutti per uno, uno per tutti. Amare per essere riamati. Poetico&pratico.

Roma turbolenta, ma Milano è una centrifuga…

Spalletti ha una certa tendenza a scegliersi percorsi complicati: dopo la turbolenta Roma, accetta la pazza Inter. Gli avevano promesso una campagna acquisti da sogni, si è ritrovato con una serie di giocatori funzionali e un paio di scommesse. Ha accettato una centrifuga capace di prosciugare sino all’ultima stilla di energia fior di allenatori. Hanno resistito Mourinho e Mancini, ma solo per una percezione sensoriale maggiormente sviluppata. Detta in parole povere: sono scappati prima. L’Inter, d’estate, si regge su alcune colonne, di cui (almeno) una, di solito, si sgretola quasi subito: lo spogliatoio. L’altra, la tifoseria, in compenso, ha già accettato e apprezzato il tecnico toscano. Se parte bene, metà del lavoro è compiuta.