Redazione

La notte della solidarietà. Non solo. L’amichevole con la Chapecoense regalerà due grandi emozioni al popolo giallorosso: l’esordio di Schick e il ritorno dal primo minuto di Alessandro Florenzi. Se il ragazzo darà le risposte sperate, Di Francesco potrebbe valutarne il rientro sin dal match contro la Sampdoria. Del resto Florenzi è ciò che manca alla Roma. In tutti i ruoli e in ogni zona del campo. Serve ovunque. In difesa, a centrocampo in attacco. Un uomo per tutte le stagioni. Indispensabile. Anche e soprattutto nella Roma di Eusebio Di Francesco.

Florenzi in difesa

Florenzi come esterno basso a destra. In attesa di Karsdorp. Testato più e più volte sulla fascia, ha sempre risposto presente. Pregi e difetti sono noti. Attaccante in più in sovrapposizione e transizione offensiva. Qualche piccola disattenzione in fase difensiva. Prima dell’infortunio, era migliorato. Al netto della situazione attuale, con un Juan Jesus costretto a giocare fuori gioco e Peres fermo ai box, la Roma ci guadagna. Anche di parecchio.

Florenzi a centrocampo

Una soluzione ideale per dinamicità, contrasto, e capacità di inserimento e confidenza con il gol. Florenzi nasce mezzala con Zeman e tornerà, con ogni probabilità, ad esserlo con Di Francesco. Considerato anche l’affollamento della linea avanzata e il recupero di Karsdorp sulla linea difensiva la mediana è la sua collocazione più naturale. Può garantire il cambio di modulo a Di Francesco: con Strootman e De Rossi a completare la linea di centrocampo a 3, in modo da “liberare” Nainggolan sulla trequarti alle spalle di Dzeko e Schick.

Florenzi in attacco

L’arrivo di Schick tende ad escludere queste ipotesi perché intasa gli esterni. Florenzi a destra e Perotti a sinistra escluderebbero, di fatto, uno fra Dzeko e Schick: impossibile, inverosimile. Rinunciare al capocannoniere del campionato e all’acquisto più pagato della storia della Roma è un’ipotesi da non prendere neanche in considerazione.