Luigi Pellicone

La forza delle idee. E della determinazione. Di Francesco ha un grande pregio. L’onestà intellettuale. Il tecnico conosce Roma e sa bene quanto sia complicato affrontarla. E sceglie la soluzione migliore: spalle dritte, petto in fuori e un sano muso duro. A difesa della “sua” Roma. Nel senso pieno del termine. Aria sospetta. Il “fuoco amico” è in agguato. Diffidente e pronto a sparare. Alla Roma urge una risposta. Sul campo.

Difesa e testa alta: il coraggio di difendere le proprie idee

Il viaggio inizia da Bergamo. Una delle tappe peggiori che potessero capitare. L’Atalanta ha perso pedine importanti ma resta una delle squadre più temibili della serie A. La Roma di Vigo non avrebbe scampo. Senza mezzi termini. Non sarà, però, la stessa squadra vista in Spagna. O, meglio, non saranno gli stessi uomini. Perché non cambieranno atteggiamento e modulo: 4-3-3. E non è integralismo, ma tutela del proprio lavoro. A proposito di difesa: la Roma ha alternato diverse coppie centrali, ricavandone una sola certezza: l’intoccabile è Manolas. Accanto al greco, si sono alternati Fazio, Moreno e Juan Jesus. E la sensazione è che domani sarà proprio il brasiliano a far coppia con il greco.

Vigo, un eccesso: in tutti i sensi

La Roma non arriva alla prima di campionato con il percorso sperato. Molto, se non tutto, dipende dall’amichevole in Spagna. Quattro gol in un tempo sono un eccesso. Ma è eccessivo anche che siano sufficienti trenta minuti giocati male per mettere in discussione tecnico, uomini, rosa e mercato. Di Francesco si assume la piena responsabilità di quanto accaduto, ma non si sconfessa. Crede e vuole dimostrare, sul campo, che il 4-3-3 sia il modulo adatto a questa squadra. Il tecnico difende, giustamente, i giocatori e anche se stesso. Il lavoro e il campo gli daranno l’occasione di dimostrare che non è un integralista. Ha delle idee. E non mette in campo quelle degli altri. É stato scelto per questo. E non ha paura. Merita rispetto. E una chance. Con la Roma titolare parlerà in campo.