Francesco Cavallini

La scelta è oggettivamente difficile, più di trecento reti con la Roma. Selezionare solamente una manciata dei gol di Francesco Totti è complicato. Come è complicato metterli in un ordine che non sia quello cronologico, perchè sicuramente ognuno, tifoso o avversario, avrà il suo preferito, quello che per ragioni calcistiche o affettive è IL gol di Totti per eccellenza. E cosa conta di più nella scelta? La bellezza del gesto tecnico? L’importanza della rete? Ecco, è complicato. E quindi questa top 10 è quella che è, solo una delle miliardi di opzioni che si creano combinando ogni possibile combinazione. Dieci gol per il Numero 10. Purtroppo, i tifosi della Roma non potranno più dire, con la più classica delle formule, che il gol più bello del Capitano è sempre il prossimo. E quindi non resta che gettarci in un passato che oggi è un po’ malinconico, ma resta comunque splendido.

Dieci gol indimenticabili di Francesco Totti

Roma – Milan – 12 ottobre 1996

Piacere, FrancescoA Roma lo conoscono già tutti, quel ragazzino dal sorriso furbo e dai piedi fatati. Fuori dalla Capitale è solo un ventenne che deve ancora dimostrare tutto. E allora tanto vale cominciare. La vittima è il Milan di Tabarez, schiantato per 3-0 all’Olimpico dalla migliore versione della Roma di Carlos Bianchi. Ad aprire le danze è proprio Totti, che si lancia su un pallone che sembra perso, con la sconsideratezza della gioventù va a scontrarsi contro quel colosso di Sebastiano Rossi e gli ruba la sfera. Poi, da posizione defilata, tira fuori dal cilindro un millimetrico pallonetto di esterno destro che manda in visibilio i tifosi giallorossi. Nonostante ciò, per Bianchi il ragazzino è comunque solo uno come gli altri. Non è quindi una sorpresa vedere l’argentino fare le valigie e tornare in Sudamerica mentre Francesco inizia a prendersi la sua Roma.

Roma – Parma – 29 marzo 1998

Parliamo di quasi vent’anni fa, eppure eccoli lì entrambi, Francesco Totti, con la sua maglia numero 10 nuova di zecca, e Gigi Buffon, che è già titolare inamovibile del Parma. Il primo dei tanti scontri (sportivi ovviamente!) tra i campioni che probabilmente hanno segnato di più il calcio italiano dell’ultimo quarto di secolo ha luogo sull’erba dell’Olimpico, quando la Roma di Zeman incrocia i ducali guidati da Carlo Ancelotti. Al decimo minuto il Pupone viene lanciato sulla fascia sinistra e punta l’area, ma quando si accorge che Gigi è fuori dai pali lascia partire un sorprendente pallonetto di sinistro che scavalca il portierone di Carrara e termina dolcemente oltre la linea di porta. Alcuni dei gol che mi ha segnato sono stati talmente belli che se li avessi parati avrei rovinato un capolavoro, ha dichiarato di recente Buffon. Questa rete è certamente inclusa.

Roma – Torino 6 gennaio 2002

Il giorno della Befana 2002, la Roma con lo Scudetto sul petto attende la visita del Toro per confermarsi Campione d’Inverno. Il match, neanche a dirlo, è risolto da una magia del Capitano. Vincent Candela trova il corridoio giusto per lanciare Totti verso l’area granata. Il numero 10 giallorosso elude l’uscita dell’incolpevole Bucci accarezzando il pallone con la suola. Non contento, evita anche il ritorno di Delli Carri, rientrando sul destro invece di calciare in porta con il sinistro. L’appoggio nella rete ormai sguarnita suggella un’altra delle reti leggendarie che Francesco ha regalato all’Olimpico. Niente carbone per lui, solo dolcetti.

Lazio – Roma – 10 marzo 2002

In una giornata indimenticabile per i tifosi giallorossi, la stella di Francesco Totti sembra momentaneamente oscurarsi per far posto a Vincenzo Montella, capace di segnare quattro reti in un solo derby. Eppure a rendere ulteriormente indelebile la stracittadina ci pensa il Capitano, che realizza la quinta rete giallorossa con la specialità della casa, un pallonetto dai venticinque metri che bacia la traversa e termina nella porta di Peruzzi. Anche il festeggiamento entra nella storia, con la maglia celebrativa 6 UNICA, la prima delle molte dediche di Totti a Ilary Blasi, il grande amore del numero 10 di Porta Metronia.

Roma – Udinese – 6 ottobre 2002

L’Udinese è una delle vittime preferite di Francesco Totti e, di conseguenza, anche una squadra a cui il Capitano della Roma ha segnato reti splendide. L’ottobre 2002 non fa eccezione, con ben due gol da antologia. Il primo arriva con un colpo sotto su De Sanctis in uscita, il secondo invece con una dinamica perlomeno curiosa. Per una volta, Totti e Batistuta si scambiano i ruoli. È infatti il bomber di Reconquista a scodellare a centro area, dove il numero 10 si inventa un gol degno del Re Leone. Controllo di testa e destro improvviso di controbalzo sul secondo palo, un tiro così potente che il portiere friulano non lo vede neanche. Francesco dimostra di avere i colpi del centravanti. Non è la prima volta, non sarà certo l’ultima.

Milan – Roma – 31 maggio 2003

Di destro, di sinistro, di testa e anche in acrobazia. Totti è in grado di segnare in ogni maniera ed è soltanto logico che nel suo arsenale ci siano anche i calci di punizione. Il Capitano non disdegna il piazzato di precisione, ma le sue reti da fermo sono spesso il risultato di vere e proprie cannonate. Ne sa qualcosa il Milan, che nei due match che assegnano la Coppa Italia 2002/03 (vinta dai rossoneri), rimedia ben tre sassate firmate dal numero 10 giallorosso, una all’andata e addirittura due al ritorno. La più bella è certamente l’ultima, quella che vale il temporaneo 0-2 a San Siro, un tiro da trenta metri di esterno destro che si insacca sotto il sette.

Inter – Roma – 26 ottobre 2005

San Siro porta fortuna (e molti applausi) al Capitano della Roma e Totti ricambia l’amore della Scala del Calcio offrendo spesso uno spettacolo indimenticabile ai tifosi milanesi. Nell’ottobre 2005 tocca a quelli dell’Inter assistere alla rete che probabilmente rappresenta la summa calcistica del numero 10 giallorosso, unendo potenza, velocità e classe cristallina. Palla presa a centrocampo, dribbling e contrasto vinti con Cambiasso e Ze Maria e corsa defilata sulla fascia sinistra. Poi d’improvviso Francesco si accentra, punta Materazzi che è costretto ad arretrare. Ed ecco il genio, la visione periferica che segnala che Julio Cesar è fuori dai pali. La storia è quella solita. Pallonetto, rete. E il pubblico nerazzurro risponde con una meritatissima standing ovation.

Sampdoria – Roma – 26 novembre 2006

Anche la Samp, nel bene o nel male, ricorre spesso nella carriera di Francesco. La rete segnata a Marassi nel 2006 è spesso citata come la più bella realizzata dal Capitano della Roma, che in quella stagione arriverà a vincere la Scarpa d’Oro. Totti ha già colpito Berti a inizio partita, ma nella ripresa mette la famosa ciliegina sulla torta, rischiando di far venire giù lo stadio di Genova. Cassetti cambia gioco dalla destra, recapitando al numero 10 la sfera quasi sulla riga sinistra dell’area di rigore. Chiunque controllerebbe il pallone. Chiunque, ma non Francesco Totti, che senza neanche pensarci colpisce al volo di sinistro da posizione impossibile, infilando in buca d’angolo sul secondo palo. Anche stavolta, solo applausi del pubblico blucerchiato.

Roma – Juventus – 16 febbraio 2013

Quindici anni dopo, riecco Gigi Buffon. La Juventus è quella di Conte che vincerà il campionato, la Roma è quella balbettante di Andreazzoli, che ha da poco preso posto sulla panchina giallorossa, dopo il deludente ritorno di Zeman. Il pronostico sembra semplice, i bianconeri dovrebbero far polpette di una Roma insicura e fuori da logiche di classifica. E invece i capitolini sono combattivi e portano addirittura a casa la posta intera, cortesia di una bordata da fuori area del Capitano, che raccoglie una respinta su un calcio di punizione e calcia a 113 km/h. Il portiere della nazionale è costretto a inchinarsi, mentre l’Olimpico esplode di gioia e tutti i compagni circondano Totti dopo l’ennesima prodezza della sua splendida carriera.

Roma – Lazio – 11 gennaio 2015

A più di vent’anni dal suo primo derby (6 marzo 1994) e con la prima rete alla Lazio ormai quasi maggiorenne (29 novembre 1998), Totti si toglie lo sfizio di prendersi il record di reti segnate nella stracittadina romana. Lo fa alla sua maniera, con una doppietta che toglie le castagne dal fuoco alla Roma e riporta in parità una sfida che sembrava ormai indirizzata verso una vittoria biancoceleste. Prima un appoggio di piatto e poi la perla, una girata da posizione defilata, che sembra uscita dall’immagine delle figurine e che prende in controtempo Marchetti, facendo impazzire i tifosi giallorossi. Tanto per completare la giornata storica, il Capitano festeggia alla sua maniera, con un selfie sotto la Curva Sud diventato leggenda.

Per forza di cose restano fuori altre perle. Il gol scudetto, quello al Real, la cavalcata solitaria con colpo sotto contro la Samp, l’altro pazzesco tiro al volo contro l’Udinese, molti calci di punizione… Poi, volendo fare un’eccezione, ci sarebbe anche IL cucchiaio, quello famosissimo, contro l’Olanda… Dicevamo, è complicato. E questa difficoltà nel fare una sceltà è l’ennesima medaglia alla splendida carriera di Francesco Totti. Un calciatore per molti versi unico, che con la sua classe e le sue reti ha fatto sognare un’intera generazione. Oltre i colori e al di là di ogni campanilismo.