Adriano Stabile

Gli esperti di storia e geopolitica ci insegnano che l’equilibrio tra Francia e Germania è alla base della pace in Europa. Nel calcio però è tutta un’altra storia. Francia-Germania, semifinale degli Europei che si gioca stasera alle 21 a Marsiglia, è una sfida ricca di agonismo atavico: sono 27 i precedenti tra le due nazionali con 12 successi francesi, 9 tedeschi (contando anche la Germania Ovest, non la Germania Est) e 6 pareggi. Il conto dei gol è in perfetta parità: 43 a testa. Nelle sole 4 gare ufficiali della storia, tutte ai Mondiali, si contano 2 vittorie tedesche, un pareggio (con successo della Germania ai rigori, nella semifinale dell’82) e una vittoria transalpina (nella prima sfida, del 1958).

Francia-Germania, il drammatico match del 1982

La notte di Siviglia è diventata persino un film (“Un 8 juillet à Séville” di Emilio Maillé), tanto è il pathos del match giocato l’8 luglio 1982, semifinale dei Mondiali in Spagna. Francia e Germania Ovest si affrontano davanti a quasi 70 mila spettatori, in una serata calda, 33 gradi, senza risparmiarsi. Per la prima volta nella storia del campionato del mondo un incontro verrà deciso ai calci di rigore.

I tedeschi, campioni d’Europa in carica, partono forte colpendo la traversa con il furetto Littbarski su punizione e passano in vantaggio al 18’, con la stessa ala del Colonia, abile a ribattere a rete una corta respinta del piccolo portiere francese Ettori su conclusione di Fischer. Il vantaggio però dura soltanto 8 minuti perché Platini, dopo un fallo in area tedesca di Bernd Förster su Rocheteau, trasforma il rigore concesso dall’arbitro olandese Corver.

La Francia cresce con lo scorrere del tempo ma non trova il raddoppio, pur mostrando un gioco più bello rispetto ai tedeschi grazie a un centrocampo tecnico formato da Platini, Tigana, Giresse e Genghini (non particolarmente brillante, quest’ultimo, in quella serata). Nel finale il difensore transalpino Amoros colpisce la traversa, poi si va ai supplementari.

La Francia sciupa due volte il vantaggio

Al 3’ dell’extratime Tresor firma il 2-1 francese sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Giresse e al 9’ è lo stesso Giresse a triplicare, su assist di Six. La Germania Ovest è quasi al tappeto, Derwall ha appena buttato dentro per la disperazione Rummenigge, non al meglio della condizione, e Kalle ripaga la fiducia del suo ct siglando il 2-3 al 13’. Poi al 19’, con una splendida rovesciata, Fischer acciuffa il 3-3 e spegne gli entusiasmi di una Francia bella ma ingenua.

Anche ai rigori i transalpini sciupano il vantaggio, quando si trovano sul 3-2 per l’errore del “cattivo” Stielike, che cade a terra in lacrime, consolato dal portiere Schumacher. L’estremo difensore tedesco riscatta il compagno, subito dopo, parando il tiro di Six prima e di Bossis poi, lasciando al “panzer” Hrubesch l’onore del rigore della qualificazione. La Germania Ovest approda così alla finale mondiale di Madrid, che perderà 3-1 contro l’Italia di Bearzot.

Lo scontro shock tra Schumacher e Battiston

La notte di Siviglia è ricordata anche per l’uscita assassina di Schumacher su Battison, lanciato a rete da un assist di Platini. Il numero 3 dei Galletti fa appena in tempo a tentare il pallonetto verso la porta avversaria, sfiorando il palo, prima di essere travolto dal portiere tedesco, che non frena la sua folle corsa colpendo l’avversario in pieno volto con il retro della coscia. Battiston cade a terra svenuto mentre Schumacher, decisamente “su di giri” quella sera, non si degna neanche di avvicinarsi, continuando a fare stretching mentre i medici soccorrono il francese.

Schumacher Battiston

Platini accompagna Battiston fuori dal campo.

 

L’arbitro Corver non prende provvedimenti, valutando erroneamente fortuito lo scontro, mentre Battiston finisce in ospedale con una commozione cerebrale, un’amnesia temporanea e tre denti rotti. Scoppieranno feroci polemiche contro Schumacher, colpevole di essersi scusato in ritardo con il transalpino e, sembra, di aver detto inizialmente, con tono sarcastico, «i denti d’oro glieli pago io». Per i francesi diventa per anni “il piccolo Hitler”, nonostante la visita a Battiston convalescente e la pace tra i due giocatori. Francia-Germania è anche questo: a distanza di 34 anni ancora se ne parla.

Le altre sfide, spicca il 6-3 dei Mondiali 1958

Francia-Germania si è giocata per la prima volta a Colombes, nell’hinterland di Parigi, il 15 marzo 1931. Vinsero i padroni di casa grazie a un’autorete del difensore tedesco Münzenberg. Già il secondo incontro, due  anni più tardi a Berlino, fu ricco di gol: 3-3 con doppiette del tedesco Rohr e del transalpino Gerard. Gol a grappoli ci furono anche nelle sfide amichevoli del 1937 (4-0 per la Germania), del 1967 (5-1 per i tedeschi occidentali con doppietta dell’esordiente Siemensmeyer) e del 1980 (4-1 per la Germania Ovest). Nella finale per il terzo posto ai Mondiali 1958 in Svezia ebbero la meglio, con un pirotecnico 6-3, i Bleus, trascinati da quattro reti del bomber Just Fontaine. Soltanto il 12 novembre 2005, in amichevole a Saint Denis, le due nazionali sono uscite dal campo senza aver segnato neanche un gol.