Adriano Stabile

Pur non essendo un calciatore, ha realizzato alcune delle sue performance migliori a Wembley, il tempio del calcio inglese. Freddie Mercury non giocava a pallone: cantava splendidamente. Il leader dei Queen, scomparso il 24 novembre 1991, non era un grande appassionato di calcio, ma tuttora i fans inglesi di football se lo litigano come tifoso della propria squadra. L’ipotesi più accreditata è che fosse sostenitore dell’Arsenal, ma qualcuno, nei forum del web, bolla questa ipotesi come una fesseria. Di certo Freddie Mercury, dopo aver vissuto i primi anni di vita nella natia Zanzibar e in India, si è trasferito a Feltham, nella periferia di Londra, e avrà in qualche modo respirato un po’ della mitica atmosfera del calcio londinese. Qualcuno sostiene che tifasse per il Crystal Palace, qualcun altro dice per il Chelsea, entrambe squadre della capitale inglese come i “Gunners”, ma il mistero non è di facile soluzione. Forse, del calcio, gliene fregava ben poco.

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Freddie Mercury scherza durante l’incontro con Maradona

Freddie Mercury, il calcio e l’incontro con Maradona

Resta comunque storico l’incontro con Diego Maradona dell’8 marzo 1981 a Buenos Aires. I Queen sono in tour nella capitale sudamericana e, prima di un concerto allo stadio José Amalfitani (dove gioca il Vélez Sarsfield), fanno quattro chiacchiere e qualche foto con l’asso argentino, che all’epoca ha 20 anni. «Freddie non era molto ferrato in materia di sport – scrive Peter Freeston, amico e collaboratore di Mercury, nel libro “Una biografia intima”, edito da Arcana nel 2009  sapeva che secondo un rituale consolidato nel mondo del calcio avrebbe dovuto scambiarsi la maglietta con il giocatore, ma non gli era molto chiaro chi o cosa rappresentasse davvero Maradona. E tra l’altro era anche abbastanza stupito che i calciatori fossero così piccoli di statura».

La sera stessa, nella parte finale del concerto di Buenos Aires, tra i brani “Tie your mother down” e “Another one bites the dust”, Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor chiamano Maradona sul palco. Mercury, che indossa la maglia numero 10 dell’Albiceleste, annuncia al pubblico “El Pibe de Oro”, come un «amico vostro e nostro» e un «ragazzo anche carino». Maradona, al microfono, ricambia ringraziando i Queen per la felicità che portano a lui e all’Argentina. Un anno più tardi i rapporti tra inglesi e argentini saranno compromessi dalla guerra nelle Falkland e Maradona, che quel giorno si era fatto fotografare con un’enorme bandiera dell’Inghilterra sulla maglia, consumerà la sua vendetta sportiva segnando di mano alla nazionale inglese ai Mondiali ’86.

Freddie Mercury calcio

Maradona e Mercury sul palco di Buenos Aires l’8 marzo 1981

BECALI VIETÒ LE SUE CANZONI PERCHÉ ERA GAY
Per i Queen e Freddie Mercury il legame con il calcio e lo sport è eterno grazie a “We are the champions”, brano che tuttora risuona in occasione di premiazioni e feste negli stadi di tutto il mondo. Mercury ha raccontato di averlo scritto pensando proprio ai tifosi di calcio, ma l’abbinamento tra la musica della band inglese e lo sport non è piaciuto a tutti: Gigi Becali, controverso politico romeno e presidente della Steaua Bucarest, nel 2007 però vietò la diffusione di “We will rock you” nello stadio del suo club perché «istiga alla violenza ed è cantata da un omosessuale».

Non fu una buona idea: d’altronde in un tempio del calcio come Wembley Freddie Mercury e i suoi Queen diedero il meglio di sé: memorabili sono le performance al “Live Aid” del 13 luglio 1985, con 21 minuti di esibizione incisi nella storia della musica, e quelle di un anno più tardi, l’11 e il 12 luglio 1986, in occasione dell’ultimo live tour della band con Mercury ancora in vita.
Nel frattempo resta insoluta la domanda iniziale: per quale squadra faceva il tifo Freddie Mercury? A Yahoo Answers è arrivata la risposta migliore, con ironia: Mercury non poteva che tifare per i Queen’s Park Rangers.

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Freddie Mercury con i Queen