Luigi Pellicone

Investire nel futuro, tramandando l’identità e il senso di appartenenza ad un territorio e perchè no, guadagnarci anche qualcosina. Il Frosinone Calcio scrive una piccola pagina di storia e finanza applicata al calcio, varando il “crowdfunding”. Ovvero un investimento partecipato aperto a chiunque: tifosi e non, a sostegno della squadra ciociara.

Il sogno del presidente Stirpe

Il presidente Maurizio Stirpe ha un sogno: che il suo stadio diventi un gioiellino. Il progetto si lega ad infrastrutture da inserire all’interno e all’esterno dell’impianto. Nel caso della nuova casa del Frosinone, l’ampliamento e la creazione di alcune infrastrutture: ristoranti, bar, centro medico, pista da jogging, recinzione intorno allo stadio. Insomma, tutto ciò che serve per rendere più fruibile e confortevole il neonato “Benito Stirpe”.

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Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone

“Tifosy”, la piattaforma per il finanziamento da parte dei supporter

Il costo si aggira fra gli 1 e gli 1,3 milioni di euro. Vi sono tre modi per garantirlo: rivolgersi agli azionisti. Agli istituti di credito. E ai tifosi. Come? Molto semplice: l’investimento prevede l’adesione alla piattaforma “Tifosy”. Di cosa si tratta? Ce lo siamo fatto spiegare da Nicola Verdun, business development director di Tifosy.

Come nasce Tifosy? E come funziona?
Siamo nati nel 2014 da un’idea di Fausto Zanetton e Gianluca Vialli. Abbiamo stretto diversi accordi con club di lega Basket e Serie B. Il nostro obiettivo è diventare il punto di riferimento di progetti di supporto alle infrastrutture, finanziate dai tifosi.

L’obiettivo è di chiudere in sei otto settimane. Ambizioso?
Si parte il 4 dicembre e riteniamo che la cifra si possa raggiungere anche abbastanza facilmente, anche in considerazione delle offerte legate all’investimento. Oltre agli interessi, infatti, c’è la possibilità di incidere il proprio nome all’interno dello stadio, legandosi così per sempre alla squadra che si tifa. L’idea, però, non è solamente emozionale. É già capitato più volte che vi siano stati investitori non calcistici, legati appunto alla facilità del guadagno. Il 5% lordo è una proposta molto interessante anche dal punto di vista finanziario. Nessun istituto di credito concede questi interessi. Certo, c’è anche il rischio che l’investimento non vada in porto ma è minimo.

Il classico investimento a rischio controllato insomma. Ma come si investono i soldi?
Non vi sono sportelli. Tutte le transazioni avvengono on line e nella massima trasparenza. Basta andare sul sito di Tifosy cliccare su campagna e scegliere il proprio profilo in base all’investimento. Quindi, si procede con il contributo.

Una formula innovativa, volta a far coincidere l’interesse economico della società a quello affettivo del tifoso. La nuova frontiera del calcio? Chissà. Intanto, il Frosinone fa un passo avanti a tutti.