Elisa Ferro Luzzi

(si ringrazia per la collaborazione la prof.ssa di matematica Valentina Testa)

Il Frosinone di Marino sabato ha effettuato il sorpasso ai danni del favoritissimo e più blasonato Hellas Verona. I ciociari si godono il primato e possono cominciare a credere veramente nel ritorno in Serie A ad una sola stagione dalla discesa negli inferi. Analizziamo questa cavalcata attraverso un numero che sta diventando ricorrente dalle parti della Ciociaria: il numero perfetto, il numero tre.

Frosinone, tre indizi fanno una prova

Tre sono le vittorie consecutive col medesimo punteggio di 1-0. Dopo l’incredibile disfatta di Chiavari – alla ripresa del campionato dopo la sosta invernale – i ciociari hanno alzato il muro e con il minimo sforzo hanno portato a casa il massimo risultato con Brescia, Latina e Carpi. Anche se soffrendo forse troppo, soprattutto nelle seconde frazioni di gioco, mostrando uno degli aspetti su cui Marino dovrà probabilmente lavorare di più nelle prossime settimane. I canarini, infatti, evidenziano ancora qualche difficoltà nel chiudere le partite e nell’andare a segno qualche ingranaggio appare ancora difettoso: nelle ultime quattro gare, solo il gol di sabato scorso contro il Carpi è arrivato da azione e non da calcio piazzato.

Tre gli anni che ha dovuto aspettare Emanuele Terranova per dedicare un gol al papà scomparso: il “Guerriero”, tornato in Ciociaria dopo 5 anni e mezzo passati al Sassuolo, aveva lasciato la squadra giallazzurra in uno dei momenti più delicati della sua storia, al termine di una stagione travagliata e finita nel peggiore dei modi, con la retrocessione in Lega Pro. E l’ha ritrovata, regalando ai suoi vecchi e nuovi tifosi la rete da 3 punti ed il primato solitario in classifica. Inchino ed occhi al cielo.

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Emanuele Terranova, autore del gol vittoria contro il Carpi (foto pagina Facebook Frosinone Calcio)

Tre le reti segnate in questa stagione da Lorenzo Ariaudo, difensore centrale giunto alla corte di Marino in estate, dopo una lunga esperienza nella massima serie. Nove (multiplo di tre) stagioni in serie A, 95 presenze – la maggior parte delle quali con la maglia del Cagliari – e (almeno fino a questo campionato) solo una rete segnata, risalente alla stagione 2011-2012.

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La Curva del Frosinone

Tre gli indizi che, come diceva Agatha Christie, fanno una prova. La prova che il Frosinone c’è, al pari del favorito Verona e delle altre inseguitrici. La prova che una favola non si deve per forza vivere una sola volta, quando i protagonisti sono una società solida, un gruppo di giocatori – e di ragazzi – umili e allo stesso tempo di carattere, e una tifoseria sempre al fianco della propria squadra, che mai ha smesso di crederci, nemmeno in quel lontano 8 maggio quando il Frosinone salutava la serie A tra gli applausi del Matusa.