Adriano Stabile

«Io fuori rosa? E’ un problema loro, io sono tesserato per la Sampdoria. Anzi sono più felice, perché sono fuori rosa nella squadra che amo, sto a casa, ma è un problema loro, non mio». Parole di Antonio Cassano, datate 15 agosto, al momento della rottura definitiva con il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero. Da quel giorno il 34enne talento barese è fuori da ogni progetto tecnico dei blucerchiati: ben stipendiato (63 mila euro al mese), regolarmente tesserato, ma escluso dalla lista dei 25 calciatori over 21 che ogni club di Serie A deve comunicare alla Lega Calcio per poterli schierare in gare di campionato. Cassano, a dir la verità, non compare neanche tra i calciatori della “rosa completa” della Sampdoria presenti sul sito web della Lega Serie A per ogni squadra. Sembra quasi uno sfregio per un atleta dal carattere discutibile, ma che ha dato tanto allo spettacolo calcistico nei nostri stadi.

Tutti i fuori rosa della Serie A

Come Cassano, sono meno di una quindicina i giocatori esclusi, per svariati motivi, dalle liste ufficiali delle 20 squadre di Serie A. Di fatto, in campionato, non possono andare neanche in panchina. Se ne riparlerà durante il mercato di gennaio o, eventualmente, in caso di emergenza potrebbero sostituire (fino a un massimo di due per squadra) un giocatore presente in lista, previa comunicazione alla Lega. In una situazione analoga a quella di Cassano si trova Robert Acquafresca, ex emergente del nostro calcio, che a 29 anni sta vivendo da separato in casa (con stipendio da 900 mila euro l’anno) nel Bologna. Il club emiliano ha cercato fino all’ultimo minuto del mercato estivo di cederlo, ma l’accordo con i suoi pretendenti (Vicenza e Ternana) non è mai stato raggiunto.

Totalmente diversa la situazione di Antonio Mirante, escluso dal Bologna perché impossibilitato a giocare per qualche mese. Il 33enne portiere (stipendio da 900 mila euro all’anno) è stato vittima a fine agosto  di un malore causato da un problema cardiaco e, dopo la grande paura, i controlli medici hanno dato pareri rassicuranti. «Mirante? Non so quando potrà rientrare, ma sta meglio – ha spiegato un paio di giorni fa l’allenatore degli emiliani Roberto Donadoni – siamo in attesa. Qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di dargli l’idoneità».

calciatori fuori rosa serie a

Antonio Mirante, 33 anni, fuori dopo una problema cardiaco

BRESSAN, BERNI E I CASI PARTICOLARI DEI PORTIERI
Vittima di un problema fisico, la lesione del crociato anteriore, anche Emanuele Suagher, difensore centrale dell’Atalanta, l’anno scorso al Carpi. Il 24enne colosso lombardo, infortunatosi il 23 luglio, tornerà disponibile soltanto a dicembre e così il club nerazzurro ha preferito non sprecare un posto in lista per lui. D’altronde il suo stipendio è leggero: 100 mila euro all’anno con contratto fino al 2020.

Nel Chievo l’escluso è il 35enne portiere Walter Bressan, che dopo essere andato in panchina nelle prime due giornate di campionato è stato messo fuori dalla lista definitiva dei veneti, a conclusione del calciomercato estivo. Per gli estremi difensori però la situazione è diversa rispetto ai colleghi: il regolamento, soltanto per il loro ruolo, permette di inserirli in lista in caso di emergenza anche pochi minuti prima della gara, purché ne venga fatta comunicazione alla Lega Serie A tramite email certificata pec. E infatti Bressan viene regolarmente convocato dall’allenatore Maran, come terzo di Sorrentino e Seculin, ma non è mai inserito nella distinta ufficiale di gara perché, di fatto, non può andare in panchina: se però uno dei due titolari si infortunasse durante il riscaldamento, sarebbe pronto a rendersi disponibile grazie alla sopracitata norma.

Nella stessa posizione di Bressan si trovano Tommaso Berni, terzo portiere dell’Inter, regolarmente convocato ma mai ufficialmente sulla panchina nerazzurra, Mirko Pigliacelli e il 40enne Gabriele Aldegani, rispettivamente terzo e quarto portiere del Pescara.

DE GIORGIO TRADITO DAL SUO CROTONE
Una scelta coraggiosa l’ha fatta Giuseppe Zampano, gemello di Francesco del Pescara, che ha preferito rescindere il suo contratto con il Crotone pur di avere qualche speranza di tornare a giocare prima di gennaio. Al momento, nonostante la giovane età (23 anni), è ancora senza una squadra. È rimasto invece esiliato nel club pitagorico il 22enne centrocampista francese Eddy Gnahoré, che è passato anche da Napoli e Carpi, in Serie A, senza mai giocare. Gnahorè, che è tuttora di proprietà dei partenopei e guadagna 300 mila euro l’anno, non disputa una partita ufficiale dal 10 gennaio, quando vestiva la maglia della Carrarese in Lega Pro.

Nel Crotone sta vivendo settimane amarissime Pietro De Giorgio, attaccante esterno 33enne, che è nella squadra calabrese dal 2010: «C’è voglia di fare bene, per me giocare in Serie A col Crotone è una grande occasione. Una situazione emozionante, bellissima», erano le sue parole all’inizio della preparazione, a metà luglio. Ha avuto giusto il tempo di assaporare per la prima volta in carriera il massimo campionato, giocando nella prima giornata contro il Bologna, poi, a calciomercato finito, è stato escluso dalla lista dei 25 del “suo” Crotone. Ergo: non va più neanche in panchina consolandosi con uno stipendio da 150 mila euro a stagione.

Pietro De Giorgio

Pietro De Giorgio, 33 anni, è al Crotone dal 2010

AVELAR SPERA DI SOSTITUIRE MOLINARO
Nel Genoa non c’è più spazio per Issa Cissokho, 31enne terzino senegalese (con stipendio da 500 mila euro all’anno e contratto fino al 2018), acquistato nel 2015 e ceduto a metà stagione al Bari. Rientrato in estate dal prestito in Puglia, non è riuscito a conquistare la fiducia del nuovo tecnico Juric. Lo scorso anno peraltro fece infuriare l’allenatore Gasperini per essersi lamentato pubblicamente perché giocava poco.

Qualche possibilità di rivedere il campo prima di gennaio ce l’ha l’esterno brasiliano del Torino Danilo Avelar, che guadagna 400 mila euro a stagione: reduce da una serie infinita di problemi a un ginocchio, attualmente si sta curando il Brasile con la speranza di tornare presto arruolabile. Il club granata, a quel punto, potrebbe reinserirlo in rosa al posto di Cristian Molinaro, che si è rotto un legamento crociato tre settimane fa. È quindi Avelar forse l’unico a potersi giocare concretamente qualche carta per conquistare la fiducia del proprio allenatore. Per gli altri “fuori rosa” sarà davvero difficile rivedere il campo (o quantomeno la panchina) prima dell’apertura del mercato invernale, il 3 gennaio.