Francesco Cavallini

Il futuro è un’ipotesi, cantava Enrico Ruggeri. E quello di Francesco Totti sembra più nebuloso che mai. Più si avvicina la fatidica data, quel 28 maggio che tutti aspettano con trepidazione (ma anche con malinconia), più il capitano della Roma pare incerto sul da farsi. Appendere gli scarpini al chiodo? Continuare? L’unica cosa certa è che se deciderà di rimanere sui campi da gioco, non lo farà nella Capitale, o perlomeno non a Trigoria. La conferenza stampa di Monchi, che a molti è sembrato un de profundis anticipato e poco elegante, ha infatti chiarito un punto focale della vicenda. La società considera questo l’ultimo anno di Totti da calciatore della rosa della Roma. Pallotta & company si aspettano che dal primo luglio il Capitano si metta a disposizione nel ruolo dirigenziale che più gli aggraderà. Ma Totti nicchia e in nessuna delle ultime uscite ufficiali ha lasciato trapelare quali siano le sue vere intenzioni. Analizzando la situazione, ci sono tre futuri possibili ed un paio abbastanza improbabili.

Totti dirigente

Da contratto è l’opzione più logica. Una volta riposta per sempre la maglia numero dieci (a proposito, Francesco stesso ha più volte dichiarato che non vuole che venga ritirata) che anche Messi sfoggia con orgoglio nella sua collezione, Totti dovrebbe varcare i cancelli del centro sportivo Bernardini in un’altra veste. Starà a lui scegliere quale, dato che la Roma, per bocca dell’allenatore e del presidente stesso, ha dato carta bianca al Capitano sulla propria collocazione dirigenziale. Un ruolo di campo, forse. Oppure una figura alla Zanetti, da brand ambassador di Roma e della Roma nel mondo, andando ad amplificare la già immensa notorietà del numero dieci giallorosso. Ma pare che Totti sia più propenso ad una dimensione agonistica e che, se dovesse decidere di accettare la fine della sua avventura calcistica, preferirebbe diventare Direttore Tecnico, il perfetto trait d’union tra squadra e società. Resta però da valutare un punto non di poca importanza. Difficile, dopo i continui battibecchi mediatici, che Totti accetti di lavorare fianco a fianco con Spalletti. E allora forse meglio studiare da Direttore Sportivo, accanto al neo-arrivato Monchi. Questo potrebbe essere il giusto compromesso. Ma il Capitano tace e a chi chiede se è davvero finita risponde non so, rimandando la decisione a dopo Roma-Juve (“l’unica cosa che conta”). Chi vivrà vedrà…

Roma crisi spalletti totti

Spalletti e Totti

Totti calciatore all’estero

Considerando francamente difficile che qualsiasi società calcistica che disputa un campionato di buon livello possa decidere di proporre un contratto milionario ad un Totti che, sfidando le leggi della natura, a quarantuno anni vuole ancora correre palla al piede su un campo da calcio, l’opzione estero si riduce ad una manciata di campionati. In primis gli USA. La MLS farebbe carte false per presentare The King of Rome in tutti gli stadi d’America. E se nessuna franchigia decidesse di assegnargli il posto da designated player (il calciatore il cui ingaggio non conta nel calcolo del salary cap), potrebbe essere la federazione stessa a farsi carico dello stipendio del Pupone, investendo così sulla figura di Totti nel tentativo di facilitare un ulteriore sviluppo del calcio negli States. Lo stesso ragionamento vale per il campionato cinese, in cui Francesco potrebbe ritrovare Marcello Lippi, che da sempre lo stima moltissimo, e qualche altro volto conosciuto, come Fabio Cannavaro o Walter Sabatini. Più difficile che Totti possa optare per qualche lega araba o per l’Australia. Ma tutte queste ipotesi si scontrano con il leggendario attaccamento del capitano della Roma alla sua città. Ce lo vedete il buon Francesco a vivere a Shanghai o a Los Angeles, peraltro senza la certezza che l’impegnatissima Ilary decida di seguirlo all’altro capo del mondo?

Totti 2016

Francesco Totti, capitano della Roma

Totti calciatore in Italia

E di conseguenza arriviamo all’opzione tre, un po’ meno probabile ma molto affascinante. Rimanere in Italia, possibilmente vicino a Roma, e trascorrere l’ultima (o le ultime?) stagione sui campi di qualche serie inferiore. Non in Serie A, perchè nonostante i recenti attriti con la società, l’idea di affrontare la sua squadra del cuore da avversario è difficilmente contemplabile. Almeno un gradino più sotto, quindi. C’è da scommettere che molte squadre farebbero la fila per ingaggiare Totti, anche per l’impatto mediatico e pubblicitario che il trasferimento in una realtà calcistica medio-piccola causerebbe. Qualche idea viene subito in mente, come quella che il Capitano possa decidere di prendere la Roma-Pescara e mettersi per la terza volta a disposizione di Zdenek Zeman, che con gli abruzzesi ripartirà dalla B. Il Boemo potrebbe tentare di allungare ulteriormente la carriera di Francesco, magari cucendogli addosso il ruolo da regista arretrato che è stato già di Marco Verratti e che permetterebbe a Totti di non dipendere da una forma fisica che l’età rende sempre più precaria, ma di affidarsi ai suoi piedi, che invece sembrano non invecchiare mai.

Totti e l’ormai celeberrimo selfie

Totti opinionista

Ma Francesco Totti è un personaggio che supera i confini dei campi di calcio e che è familiare alla stragrande maggioranza degli italiani. E quindi quale miglior collocazione per lui, in caso di ritiro, di una bella sedia in uno studio televisivo a commentare lo sport che ha contribuito a far amare ad almeno tre generazioni? Magari non a tempo pieno come alcuni suoi ex colleghi (vengono in mente Ambrosini, Adani e Corradi), ma di certo il Pupone non disdegnerebbe qualche comparsata in stile Del Piero. Sulla sua conoscenza del calcio non può esserci il minimo dubbio, mentre le doti da intrattenitore sono già state ampiamente dimostrate su palchi importanti come quello di Sanremo. L’avventura televisiva resta probabilmente un post-carriera poco ortodosso per l’ex campione del mondo, ma dato che a casa Totti lo spettacolo scorre nel sangue, è improbabile ma non troppo.

Totti in un vecchio spot della Vodafone insieme ad Alex Del Piero.

Totti “pensionato”

Sacrilega, ma pur sempre un’opzione. Poco percorribile, ma non da escludere del tutto. Se fosse arrivato davvero il momento di smettere, non è detto che Totti decida di accettare un ruolo da dirigente o da opinionista. Immalinconito e forse un po’ deluso, il capitano della Roma potrebbe staccare completamente dal calcio professionistico. La distinzione è importante, perchè uno degli impegni futuri che Totti sicuramente onorerà è la gestione della Soccer School che porta il suo nome. Ma tutto il resto rimane in dubbio. E allora, per quanto strano possa sembrare, cerchiamo di immaginare Francesco che va a scuola a prendere Chanel, che porta al parco giochi la piccola Isabel o che, come un papà qualsiasi, siede sugli spalti durante le partite di Cristian. O magari sogniamo di incontrarlo al supermercato mentre compra il pane. Sarebbe impossibile per l’ottavo Re di Roma passare inosservato, ma dopo ventincinque anni di fama e successo, con tutti gli onori e gli oneri del caso, forse un po’ di straordinaria normalità potrebbe far piacere al Pupone

Ilary Blasi e Francesco Totti all’uscita della clinica dopo la nascita della terza figlia.

Qualsiasi sarà la decisione, quel che è certo è che Totti non l’ha ancora presa. Il destino del più grande calciatore della storia della Roma non è ancora chiaro. Dilaniato tra la voglia di sentirsi ancora calciatore e la necessità di accettare la fine di una gloriosa carriera, il Numero 10 continua ad eludere le domande. Sarà lui a stabilire come e quando comunicare la sua scelta. C’è chi lo dà già per ritirato. Altri sono convinti che a quasi quarantuno anni si rimetterà in gioco. E leggendo qua e là, di sicuro Francesco si starà facendo due risate vedendo pareri così categorici. Probabilmente, tutte queste certezze sul suo futuro vorrebbe averle lui stesso.