Matteo Muoio

Tre gol e un assist in tre presenze, a Gabriel Jesus è bastato meno di un mese per prendersi il City. L’esordio il 21 gennaio scorso, nella gara pareggiata contro il Tottenham, 8’ per cominciare a respirare aria di Premier, quindi la prima da titolare contro il West Ham e il primo gol, fino alla doppietta di ieri contro lo Swansea con cui ha salvato la faccia di Guardiola e dei suoi. Chi riteneva eccessiva la somma sborsata in estate dal City per strapparlo dal Palmeiras – 32 milioni – ora tace, Aguero mugugna in panchina e i tifosi si godono il nuovo craque brasiliano, con buona pace di quelli interisti. Già, perché in estate Ausilio aveva provato a portarlo a Milano; Suning stava ufficializzando l’ingresso e iniziava a dettare le linee di mercato, preferendo Jesus a Candreva. Fu lo strappo definitivo con Mancini, il ragazzo poi preferì il City e l’Inter prese Candreva, virando poi per l’altro Gabriel, il Barbosa del Santos, che oggi vede il campo col binocolo. Due milioni e mezzo di scarto tra il prezzo di cartellino dei due – Gabigol è stato pagato 29,5 – che oggi sembrano fare tutta la differenza del mondo. I due in estate venivano considerati i golden boy del nuovo ciclo brasiliano, Jesus sta conquistando l’Europa, per Gabigol appena 4 presenze, la maggior parte scampoli di partite già chiuse. Le luci sono tutte per l’ex Palmeiras, per qualcuno il miglior prodotto del calcio carioca dopo Neymar, per altri l’erede di Ronaldo il fenomeno.

Jesus-City

Jesus abbracciato da Sanè e Zabaleta dopo il gol vittoria allo Swansea

Esordi ed ascesa col Palmeiras, la Nazionale e il City

Gabriel Jesus ha un anno in meno di Gabigol, è nato a San Paolo il 3 aprile del 1997. Tra le squadre della sua città lo nota il Palmeiras, che nell’estate del 2013 lo preleva dall’ Associação Atlética Anhanguera facendogli firmare un contratto da primavera. Con la squadra giovanile inizia a segnare gol a grappoli, terminando la stagione con 48 centri in 54 partite. Nel gennaio 2014 i verdi gli offrono un triennale con opzione per altri due anni, portandogli lo stipendio a cifre da prima squadra e inserendo una clausola da 30 milioni; storia molto simile a quella di Neymar al Santos. L’esordio con i grandi arriva il 7 marzo 2015 a 18 anni ancora da compiere; 15’ minuti di gioco nel match contro l’Ituano valido per il Campeonato Paulista. Da lì diventa titolare e con 12 gol in 37 presenze  dà un grosso contributo alla vittoria del titolo che mancava al Palmeiras da 22 anni. Nel mezzo le prime chiamate e i primi gol con l’under 20 e l’under 23 brasiliana. Fa ancora meglio nel 2016, mettendo a referto 21 gol in 40 presenze. Gli occhi di tutta Europa sono su di lui; prende informazioni il Barcellona, il Real vede rispedita al mittente un’offerta da 20 milioni. In estate ci sono le Olimpiadi, occasione giusta per far lievitare il prezzo. Quella del Brasile è un’autentica corazzata, davanti c’è il fuori quota Neymar assieme ai due Gabriel, Jesus e Barbosa. Parte male, poi si riprende e conquista l’oro battendo in finale la Germania. Ben 5 i gol di Jesus nella competizione. Come detto, ci prova l’Inter di Suning ma ad aggiudicarselo è il City, che su richiesta di Guardiola sborsa ben 32 milioni per averlo. L’accordo prevede la permanenza del ragazzo al Palmeiras fino a gennaio 2017. A settembre si spalancano le porte della Nazionale maggiore e l’impatto è devastante: 2 gol all’esordio contro l’Ecuador in una gara valida per le qualificazioni a Russia 2018, poi altri 3 in 5 presenze. Il resto è storia molto recente, con l’approdo al City e quanto raccontato nelle prime righe. A stupire, oltre ai gol e ai colpi, è stata la rapidità d’ambientamento di un ragazzo così giovane in una realtà così diversa da quella del calcio brasiliano. Guardiola ha detto di considerarlo un titolare e per due partite di fila lo ha preferito al Kun Aguero, il miglior marcatore nella storia dei Citizens in Premier, per intenderci.

Jesus-City

Gabriel Jesus con la 9 del Brasile

Caratteristiche tecniche

Il dilemma sta nel definirne il ruolo. A 20 anni ancora da compiere Gabriel Jesus sembra già un attaccante completo, in grado di svariare su tutto il fronte offensivo. Nel Palmeiras giocava in un attacco a 2, col Brasile olimpico scambiava di continuo la posizione con Gabriel Barbosa andando a fare l’esterno d’attacco o la prima punta, nel Brasile dei grandi gioca da terminale offensivo così come nelle prime uscite col City. Guardiola, comunque, ha detto di tenerlo in considerazione pure come esterno nello spregiudicato 4-1-4-1 che sta proponendo in Inghilterra. Estro, rapidità e dribbling sono da ala, tiro e senso del gol da 9 puro. Compensa un’altezza non elevata – 175 centimetri – con un’elevazione veramente importante, messa in mostra in occasione del secondo gol contro lo Swansea. Destro di piede, calcia bene pure di sinistro. Un talento immenso con un potenziale enorme. Tra Neymar e Ronaldo, forse la next big thing del calcio brasiliano.

Jesus-City

Jesus con la maglia del Palmeiras