Luigi Pellicone

Una Spal..lata alle critiche. Gagliardini titolare per riprendersi l’Inter. Il centrocampista non ha risposto secondo le attese in questo inizio di stagione. Probabilmente sta accusando la fatica: il ragazzo, in pratica, non si è fermato mai. Dall’Europeo Under 21 in ritiro con Spalletti in neanche 10 giorni. Pochi per rifiatare. E adesso paga dazio. Forse, però, non è solo un problema fisico. C’è anche qualche problema tattico.

Nè carne nè pesce nel 4-2-3-1

Gagliardini non ha le caratteristiche del regista. E neanche del mediano. Il ragazzo ha qualità indiscusse ma è una mezzala di difficile collocazione in un 4-2-3-1 che non prevede quel tipo di ruolo. Può coprire diversi metri di campo ma fatica sia davanti la difesa che come costruttore di gioco accanto a Borja. Spalletti l’ha provato in entrambi i ruoli, ma l’ex atalantino non ha mai convinto pienamente il tecnico toscano. Ha steccato, e anche male, la prima da titolare, anche se a parziale discolpa aveva di fronte Nainggolan. In ogni caso è evidente soffra il modulo di Spalletti.

Non è un punto debole. Ma neanche forte

Gagliardini ha un grande pregio, che lo rende un centrocampista unico nel suo genere: non forza mai la giocata. Il suo passo è estremamente lineare. Insomma un giocatore intelligente ma non creativo: non è il regista capace di progettare il gioco, piuttosto un giocatore di sponda che spesso riesce a trovarsi nel posto giusto e si esalta negli spazi stretti o percorrendo il campo in verticale inserendosi nei tempi giusti. Non è un caso che si esalti quando la squadra gli permette di giocare alle “sue” condizioni e si eclissi se non trova una squadra che ne assecondi le caratteristiche. Proprio quello che sta accadendo in questi primi mesi. Spalletti però ci sta lavorando sopra. E adesso gli concede una grande chance. Da non disperdere.