Redazione

Quattro uomini per tre maglie. Contro la Fiorentina Spalletti vara la sua prima Inter. Borja Valero, Gagliardini, Joao Mario e Vecino. Uno è di troppo. La sensazione è che possa pagare l’ex atalantino. Strano, il destino di questo ragazzo: arrivato e impostosi come uno dei migliori. Inamovibile sino a primavera inoltrata. Poi un calo. E adesso deve tornare sopra il pelo dell’acqua. Gagliardini può e deve dare di più. Spalletti e l’Inter lo attendono con fiducia.

Gagliardini Orsolini

Gagliardini chiamato a riprendersi l’Inter

Gagliardini deve convincere Spalletti.

Il ragazzo ha qualità indiscusse ma è di difficile collocazione in un 4-2-3-1 dove sinora ha faticato sia davanti la difesa che come costruttore di gioco accanto a Borja. Spalletti l’ha provato in entrambi i ruoli, ma il ragazzo non ha mai convinto pienamente il tecnico toscano. In questa ottica, la partita con la Fiorentina sarà il primo spartiacque della stagione. Spalletti è abbastanza drastico nelle valutazioni finali. Se vara un undici di base, difficile lo modifichi in corso d’opera. Traduzione: se Gagliardini non sarà titolare con i viola, difficilmente non lo sarà in seguito.

Borja, una notte speciale? Dove la passerà?

Borja si è rifatto il look: senza barba. Cambia, l’aspetto, non il carisma. Valero è intoccabile: recupera palloni, lega difesa e attacco, gioca con i compagni ed il cronometro. Un leader riconosciuto. Ricorda, per certi versi, Cambiasso, soprattutto per come prende per la personalità con cui prende per mano la squadra. Regista o trequartista? Beh, il gioco di Spalletti prevede che nel 4-2-3-1 chi gioca dietro la punta debba buttarsi nello spazio a rimorchio e per ricevere lo scarico degli esterni o l’uno-due del centravanti. In questa ottica, meglio Joao Mario. Borja è il “tuttocampista”, più facilmente individuabile alla Pizarro che alla Nainggolan per intenderci.

Joao Mario, 30 presenze e 3 gol nell’ultimo campionato

Joao Mario alla Nainggolan

Joao Mario è uno dei più in forma. Uno dei primi recuperi eccellenti di Spalletti. Il portoghese è pronto a impossessarsi del ruolo che fu di Nainggolan alla Roma. Sebbene con qualità diverse. Più rifinitore che “medianaccio” anche se avrà il compito del “back to back”. Muoversi sopratutto in verticale: buttasi nello spazio creato dai movimenti degli esterni, ma anche rinculare, creare densità a centrocampo, sradicare palloni e ribaltare l’azione. Lo può fare? Pare di si. E anche bene.