Elisa Ferro Luzzi

“Il Galles non è qui per fare numero”. Parola di Gareth Bale, che oggi alle 18 fa il suo esordio ad Euro 2016 contro la Slovacchia e che di numeri nella fase di qualificazione ne ha fatti eccome. L’attaccante del Real Madrid ha letteralmente trascinato la sua nazionale, che è riuscita a centrare la fase finale di una competizione internazionale dopo più di 50 anni. I Dragoni, infatti, mancavano dal Mondiale svedese del 1958: campioni come Ryan Giggs, Ian Rush e Mark Hughes non hanno mai potuto provare l’emozione e la soddisfazione di partecipare ad una grossa competizione.

Al contrario di quanto succede al Real, dove la star assoluta è Cristiano Ronaldo, in Galles Bale è considerato eroe. E non potrebbe essere diversamente: ha segnato 7 degli 11 gol che sono serviti alla squadra per qualificarsi, due sono arrivati grazie ai suoi assist. Numeri impressionanti, che fanno di lui top-player in Patria.

Quello decisivo per la qualificazione è stato con il Belgio, quello forse ancor più pesante al debutto contro Andorra, a pochi minuti dalla fine, quando i Dragoni stavano rimediando l’ennesima figuraccia sul campo del piccolo Principato che avrebbe compromesso tutto il cammino di qualificazione. Quel giorno probabilmente è cambiata la storia del Galles, la cui nazionale fino a tre anni fa era tra le peggiori di tutto il continente.

 

Secondo il ct Kozak il Galles non è Bale dipendente. Ma, di fatto, il Galles può fare bella figura solo attraverso i suoi piedi.