Redazione

Via Kondogbia dentro Garay. L’idea è di queste ultime ore ma prende ore con il passare del tempo. L’Inter prende atto dalla volontà del francese, che vuole Valencia. Lì dove gioca proprio Garay: l’argentino è l’uomo ideale per i progetti di Spalletti. Il suo arrivo, infatti, permetterebbe al tecnico toscano di varare il suo sogno, sinora “proibito” dalle caratteristiche degli uomini a disposizione. La difesa a 3 e ½. E sganciare Dalbert a sostegno della manovra offensiva.

Garay, che trio con Miranda e Skriniar

Il centrale argentino del Valencia rinforzerebbe notevolmente il reparto arretrato nerazzurro: 189cm per 84 chili, a dispetto della mole non è affatto lento. Anzi. Anche lui è uno stopper ultramoderno, di quelli che piacciono da morire al tecnico toscano. Specialità della casa: sovrastare atleticamente gli avversari e costruire gioco. Testa alta, grande intuito nell’anticipo delle situazioni di gioco e tempismo nelle chiusure. L’abilità nel gioco aereo gli permette spesso di andare in rete, sfruttando elevazione e spiccato senso del gol. Perfetto per chiudere a tre mandate la difesa nerazzurra con Miranda e Skriniar.

Dalbert il ½ che fa saltare il banco

L’arrivo di Dalbert, tappa una falla importante. Il brasiliano è l’ideale esterno sinistro di una difesa a quattro, ma ha le caratteristiche ideali per coprire tutta la fascia, sganciarsi in fase di possesso e aggiungersi alla linea di centrocampo. Esattamente ciò che faceva Emerson Palmieri. Dalbert, rispetto al suo connazionale, ha maggiore facilità di corsa che gli permette accelerazioni devastanti: il marchio di fabbrica è la ricerca della profondità per accentrarsi e mettere il pallone forte e teso verso il centro dell’area di rigore. Perfetto insomma, per rifornire Icardi e permettere a Perisic di accentrarsi per la conclusione. In fase di non possesso, la velocità nei recuperi e un buon senso tattico, invece, gli permettono di non lasciarsi mai prendere alle spalle dall’attaccante. Anzi, spesso si fa rincorrere. Una soluzione ideale per la difesa a 3 e ½ sperimentata a Roma, dove, proprio come all’Inter, gli esterni non offrivano adeguate garanzie.