Redazione

Appena due vittorie in nove partite. Sassuolo potrebbe sancire la fine dell’avventura di Montella in rossonero. E poi? La Repubblica rossonera, in attesa di una nuova guida, sarebbe affidata a un Senatore, qualora la crisi sfociasse nella sfiducia all’attuale tecnico rossonero. L’unico candidato sostenibile, nonché sostenuto, è Gennaro Gattuso. Milanista dentro, caratteriale quanto basta per fornire quella scossa necessaria a un gruppo intorpidito.

Una calamita per panchine problematiche

“Ringhio” ha accumulato oltre 100 panchine fra Sion, Creta, Palermo e Pisa. Non esattamente piazze facili. Anzi. Come avesse una calamita, si è sempre trovato in situazioni problematiche. L’esordio è in Svizzera, come calciatore-allenatore. Resta in carica un mese, prima da solo poi in cooperazione con Rossini, a sua volta esonerato. Come allenatore e poi vice chiude la sua avventura con 2 vittorie, quattro pareggi e altrettante sconfitte. Quindi la parentesi palermitana che si apre ad agosto 2013 e subito riserva una delusione. Eliminati dall’Hellas Verona in Coppa Italia. L’avventura in Sicilia si protrae per appena sei giornate, quando i rosanero, sconfitti con il Bari, annaspano in fondo alla classifica dopo 1 vittoria, 2 pareggi e tre sconfitte. Una mazzata. Gattuso, però, non è certo il tipo che molla dopo qualche delusione: e riparte da Creta, dove però la situazione ambientale e finanziaria del club è parecchio complicata. Anzi, compromessa. In una burrascosa quanto memorabile conferenza stampa, Gattuso ripercorre le orme di Malesani. Parla di “malakia”

Dopo appena 7 giornate Gattuso rassegna le dimissioni, ma i tifosi gli chiedono di restare e ricuce lo strappo. A dicembre, però, le strade si dividono definitivamente.

L’avventura a Pisa, un Gattuso vincente

Al netto delle disavventure, Gattuso non perde voglia e passione di allenare. Nell’estate del 2015 riparte dalla Lega Pro: il Pisa, che punta alla promozione, gli affida la panchina. Il progetto decolla: i toscani centrano la promozione in serie B ai play off, dopo una sfida tiratissima contro il Foggia. Una vittoria di grande valore, anche perchè, durante la stagione, la società attraversa un grave crisi economica. Gattuso riesce ad estraniare il gruppo sino all’inizio della scorsa stagione, quando rassegna le dimissioni. Ancora un insurrezione popolare: i pisani lo vogliono al timone della squadra, che però non regge a lungo la gravità della situazione. Il 20 settembre Gattuso vuota il sacco, a modo suo. Uno sfogo lunghissimo al termine della partita con il Frosinone


Resta comunque vicino ai suoi ragazzi sino alla fine della stagione, irrimediabilmente compromessa. Il Pisa regge fino a che è possibile, poi molla: ultimo posto e retrocessione.

Milan, la Primavera. E un futuro da traghettatore?

Chiuso il rapporto con la società toscana, ha diverse offerte, ma quando arriva la telefonata di Mirabelli non resiste. Torna a quella che sente casa sua. Ad allenare la Primavera. Dalla serie B al campionato dei ragazzi. Un ridimensionamento? Non importa. É il Milan. E per riconoscenza verso la società rossonera, Gattuso accetterebbe anche di traghettare la prima squadra per poi consegnarla a Conte o a chi per lui e tornare al suo posto. O magari, perché no, sfrutterebbe la sua prima vera grande occasione da allenatore. Certo per arrivare, questa occasione, il Milan dovrebbe perdere o pareggiare con il Sassuolo. E Gattuso, non può augurarsi un risultato negativo. Non è da lui. Ha una parola sola. E la manterrà, ma solo se gli sarà chiesto.