Redazione

Certi segnali vanno afferrati al volo: Pellegri è un futuro campione. Non si parla della doppietta messa a segno contro la Lazio, che già basterebbe per essere considerato tale. Il primo gol in Serie A nella carriera del giovane italiano avviene all’Olimpico. Ultima di campionato, ultima di Francesco Totti. Calcisticamente parlando, Pellegri nasce il giorno dell’addio del capitano giallorosso. Il primo gol della sua storia da calciatore, proprio davanti quello che, al tempo, era il miglior marcatore della Serie A ancora in attività. Praticamente un passaggio di consegne. Una storia che non può essere stata scritta dal caso.

Pronti, partenza, gol

La partita contro la Lazio lo vede inizialmente in panchina. I biancocelesti dominano il campo e dopo 13′ di gioco si trovano sull’1-0. Il Genoa ha bisogno di più spinta, Juric lo capisce e si gira verso la panchina. Non ci pensa un secondo di troppo: dopo trenta minuti fuori Centurion, dentro Pellegri. Classe 2001, sedici anni. Una scommessa che il tecnico non ha paura di affrontare. Nessuno più di lui conosce le qualità del ragazzo. Al 57′ del secondo tempo l’attaccante sfrutta un rimpallo fortunato e sigla il pareggio. Un sogno che si avvera, sotto la Gradinata dei propri tifosi. La Lazio ritrova il vantaggio con Immobile. Passano tre minuti e si scrive la storia: cross di Zukanovic, Pellegri in spaccata batte di nuovo Strakosha. Prima volta che un ragazzo nato negli anni 2000 segna una doppietta in Serie A. Il padre, seduto in panchina, scoppia in lacrime. I tifosi esplodono. Ai fini della classifica due gol inutili, con la Lazio che troverà poi il 3-2. Ma le reti messe a segno da Pellegri valgono molto più di un paio di punti.

Niente di nuovo

Il Genoa crede molto nelle qualità del ragazzo. Il tecnico l’ha messo in campo perchè sapeva poteva fare la differenza, non per mancanza di alternative. Anche se Lapadula e Pandev non erano disponibili, in panchina c’era pur sempre Galabinov. Eppure Juric ha scelto Pellegri, che già questa estate si trovava sulla lista dei desideri di molti club importanti. Inter in primis, ma anche Milan e Juventus. Si staranno mangiando le mani i nerazzurri, che nell’ultima sessione di calciomercato erano ad un passo dall’attaccante: 15 milioni più altri 15 di bonus, per il calciatore altri due anni nel Genoa prima di approdare a Milano. Tantissimi per un sedicenne, ma la società ci aveva visto lungo. Altri tipi di investimenti hanno bloccato la trattativa. Sorridono Milan e Juventus, che adesso possono inserirsi. A prima impressione, con i valori che girano attualmente nel calciomercato, 15 milioni non bastano più.